7 Marzo a Benevento ” Concerto al Buio. L’originale proposta del violinista Notarloberti.

L’originale proposta del violinista Notarloberti: una “buioterapia”per risvegliare i sensi e sperimentare nuove condizioni di ascolto. Appuntamento il 7 marzo al “Cinema Teatro Massimo”

Secondo il premio nobel Elias Canetti   «nell’oscurità le parole pesano il doppio». Figurarsi la musica. Ma la nostra epoca, abbagliata dai neon e dagli schermi al plasma, ha «dimenticato il buio, e con esso la purezza dei suoni». Ne è convinto il violinista napoletano Edo Notarloberti, promotore di un intrigante “Concerto al buio per piano e violino”, già sold-out tra teatri e gallerie di Roma e Napoli. E   adesso   Notarloberti,   forte   della   collaborazione   della   psicologa   sistemico-relazionale   Maria Esposito, compagna d’arte e di vita, punta a una vera e propria “buioterapia” in forma di concerto. L’appuntamento   è   per   sabato   7   marzo   alle   20.30   allo   storico   “Cinema   Teatro   Massimo”   di Benevento, dove le luci caleranno rendendo le note protagoniste assolute della serata. A suonare al buio ci saranno lo stesso Notarloberti e il pianista Luigi Rubino, entrambi componenti della formazione “Ashram”, da anni impegnata in tournée in tutto il mondo. Al format consolidato dell’evento   si   aggiungerà   l’espressiva   vocalità   della   giovane   cantante   sannita   Giada   Lepore, incoraggiata sulla via della musica da Andrea Bocelli dopo aver perso la vista. Una vicenda intensa che dilata l’impatto di uno spettacolo potentemente evocativo. Secondo Notarloberti, infatti, l’ascolto nell’oscurità ha la capacità di modificare in maniera decisiva la percezione della musica e di un concerto, creando un momento di musica e introspezione in grado di disintossicare dalla frenesia estetica e dal caos percettivo del presente, riossigenando i sensi. «La perdita degli abituali punti di riferimento – spiega il musicista –  consente di scoprire altre sensazioni e sperimentare nuove condizioni di ascolto». E’  universalmente noto, d’altronde, che chiudendo gli occhi si spalanca la dimensione del sogno e della fantasia, ma si dilata anche l’idea stessa della realtà.

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