Associazione ” Io più Forte di Te”: Disabilità, azioni concrete e no spot per apparire.

Amministrare una città con spirito di sevizio e per la realizzazione del bene comune, quello oggettivo, non è declamare spot, ne attribuirsi primogeniture autoreferenziali, ma è stare sui temi con competenza e soprattutto con impegno concreto, tanto per chi amministra che, per
chi si oppone. Ed invece nella nostra città assistiamo alla mera
propaganda di “regime” da parte dell’amministrazione attiva, che tenta di far passare la realizzazione di opere ordinarie, come straordinarie e, per giunta, dopo anni di governo cittadino (vedi ascensore via del Pomerio) ed alla rincorsa all’attribuzione di meriti, della serie “l’ho detto prima io”, da parte di una opposizione stucchevole, inconcludente ed altrettanto autoreferenziale, come quella dei 5 stelle che avrebbero dovuto “risvoltare il comune come un calzino” o “aprire lo stesso come una scatoletta di tonno” ed invece, da 4 anni, ormai, navigano a vista senza idee concrete, ma solo con interventi riduttivi rispetto a tematiche ampie, complesse e fondamentali (vedi richiesta consigli comunali a Palazzo Paolo V per
accessibilità ai disabili). In realtà la tematica è, come detto, ampia e
complessa per la risoluzione di problematiche socio-inclusive riguardanti la realtà locale e non solo. Prima fra tutti, una rimozione di barriere architettoniche culturali a partire dall’educazione contro il bullismo che andrebbe affrontata consolidando i principi egualitari. Ciò presupporrebbe, da parte delle Politiche sociali e culturali di un’amministrazione, la redazione di progetti che non dovrebbero
semplicemente informare, ma anche prevenire in modo ATTIVO il
fenomeno con il concetto di cooperazione fra differenti estrazioni
sociali. E, quindi, la creazione di strutture pubbliche d’aggregazione
che faciliterebbero l’istaurazione di rapporti e la veicolazione di
differenti concezioni e prospettive di vita. (Vedi tanti locali
inutilizzati dell’amministrazione, a partire dalla mediateca al rione
Libertà ecc.) Ma non solo. Le istituzioni, tra cui l’assessorato alla
Pubblica Istruzione dovrebbe cooperare con scuola e famiglie sul
tema, richiamando al documento di legislazione Europea per i Cittadini
Disabili. Solo così si potrebbe iniziare a parlare di Pari Opportunità
nelle disabilità che presuppongono una libertà fisica e morale.
Pertanto le barriere architettoniche o, qualsivoglia fattore limitante la
realizzazione dei diritti personali, non possono essere considerati dei
semplici disservizi, ma vere e proprie violazioni dei diritti Umanitari.
Sarebbe utile dunque, restaurare le reti assistenziali e infrastrutturali;
istituire progetti di Servizio Civile utili a sensibilizzare i giovani sul​
mondo della disabilità; istituire la giornata Nazionale delle Pari
Opportunità per le disabilità. La rete assistenziale prevede il
potenziamento degli ammortizzatori sociali, della rete di trasporti
adeguata ad individui affetti da handicap, l’abbattimento graduale
delle barriere architettoniche, integrare le competenze del personale
addetto all’assistenza domiciliare. Quindi, il coinvolgimento attivo e
sinergico di più assessorati, sotto l’egida delle Pari opportunità
( Mobilità, politiche Sociali, Urbanistica e Lavori Pubblici, ecc). In tale
ottica, l’istituzione della Giornata Nazionale delle Pari Opportunità
sarebbe occasione di confronto e raccolta di istanze sul tema. Un
diversamente abile, avendo maturato una consolidata esperienza,
dovuta alle sue condizioni, è capace di tracciare linee guida efficaci e
migliorative per la nostra realtà locale. Solo così si comprenderebbe
quali aspetti potrebbero essere impiantati nella vita quotidiana e
quali, al contrario, avrebbero bisogno di perfezionamenti.
Insomma, diciamo alla Mollica, non è spostando il Consiglio Comunale
a Palazzo Paolo V che si risolve il problema della disabilità o
all’Amministrazione, inaugurando con tanto di “selfie impellicciati” e
carichi di sorrisi di circostanza una ascensore. In questi campi non è
mai abbastanza.

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