Ci risiamo si grida alla congiura politica quando ci si trova difronte ad un atto dovuto.

Come ti giri, giri, a Palazzo Mosti vedi focolai accesi. Una sorta di zona impenetrabile dove è meglio stare alla larga visto il clima di tensione e rissoso che si respira. E così dopo la quasi “ rissa” sfiorata sempre nella stessa commissione tra due consiglieri comunali di maggioranza, si è registrato un vivace alterco questa volta a suon di comunicati stampa, tra il Presidente della Gesesa e il Presidente della Commissione Finanza a Palazzo Mosti. Veniamo a fatti.

Nella Commissione Finanze, è giunta la nota di Gesesa, a firma sia del presidente Luigi Abbate, che dell’amministratore delegato Piero Ferrari, con la quale hanno risposto “seccati” alla richiesta d’informazioni avanzate dalla Commissione in merito alle assunzioni fatte dall’Azienda Gesesa.
I vertici della azienda hanno affermato con decisione che Gesesa non ha alcun obbligo di giustificare alla Commissione ogni decisione relative all’assunzione di personale visto che sono un’azienda privata.
In base a questa richiesta da parte del comune il Presidente Abbate ha dichiarato che per lui si tratta di un attacco politico. Puntualmente quando si tratta di rendicontare le proprie decisioni ecco che compare all’orizzonte “l’attacco politico”. Già in passato si sono verificati casi di “incompatibilità” “ incomprensioni” politiche che poi hanno fatto seguito a dimissioni. Qui non si tratta di nessun attacco politico come si vuol giustificare il Presidente, ma così come recita la legge si vuole chiarezza sulle procedure, se sono state rispettate ogni forma di trasparenza e di opportunità per tutti In fondo, la Gesesa è a partecipazione pubblica e quindi è giusto che si sappia tutto visto che nell’azienda ci sono nomine politiche come appunto il presidente e il consiglio di amministrazione. La sua Presidente è nomina di indicazione politica, concordata da tutti, gli attacchi politici, bè, quelli li ricevono gli esponenti politici e Lei non lo è. Rendiconti tutto oppure spieghi alla comunità e a tutti i contribuenti oppure a tutti i giovani che per cercare lavoro lasciano le famiglie e la città come si viene assunto in Gesesa. E’ inutile dire che più che un Palazzo del Governo cittadini è diventato una TORRE DI BABELE. Lo slogan è quello di tutti contro tutti………….e la città muore.

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