Consorzio Asi, Perifano : “Non trasferite l’Asia a Ponte Valentino”

Perifano, scrive al Sindaco sulla ipotesi di spostamento dell’ASIA.
“Caro Sindaco,

ho riflettuto a lungo sull’opportunità di scriverti.

Da meno di un mese non ho più la responsabilità della guida del Consorzio ASI e, come credo sia corretto, non ho la benché minima intenzione di interferire nella futura programmazione amministrativa e gestionale dei nuovi organi consortili.
Ritengo, viceversa, mio preciso dovere richiamare alla tua attenzione alcuni asset strategici sui quali, negli anni trascorsi, si è provato a consolidare la vocazione di Ponte Valentino quale area di eccellenza industriale nel panorama provinciale.
Ebbene, non solo con i migliori intenti, ma anche con tutte le nostre forze, abbiamo sostenuto e difeso la promozione dell’agglomerato ASI come Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata.
Ciò ci è costato un urto frontale con la Società Luminosa , che in ASI voleva insediare una centrale a turbo-gas, un rapporto conflittuale con alcune aziende, che nell’ambito dell’agglomerato hanno provato a svolgere attività di smaltimento rifiuti per le quali non erano state da noi autorizzate, e , soprattutto, l’ostilità di un certo numero di imprenditori ai quali abbiamo sempre negato la possibilità di impiantare a Ponte Valentino attività connesse al ciclo dei rifiuti.

Perché lo abbiamo fatto? Per evitare che il nostro agglomerato subisse quegli accelerati processi di degrado che hanno ridotto a vere e proprie pattumiere alcune zone ASI del napoletano e del casertano, ma, prima di tutto, per tutelare le importantissime aziende della filiera agro-alimentare che operano a Ponte Valentino: dalla Agrisemi Minicozzi al Pastificio Rummo – segnate , ma non piegate dal disastro dell’alluvione – fino alla Nestlè, che ha in programma di trasformare lo stabilimento di Benevento nell’hub mondiale per la produzione di pizza surgelata.
E’ difficile immaginare l’ottimale presenza di queste come di tante altre significative realtà imprenditoriali, se non garantendo loro standard ambientali accettabili.

Ora apprendo dai giornali che l’ASIA, l’Azienda di igiene urbana, intende spostare la propria logistica a Ponte Valentino, in piena zona industriale, ciò che comporterà, quanto meno, il continuo attraversamento della viabilità consortile da parte di mezzi e compattatori impegnati nel trasporto di rifiuti solidi urbani, con conseguenze purtroppo ineliminabili, dalle possibili perdite di carico e/o di percolato, alla diffusione di esalazioni maleodoranti (ne sanno qualcosa i malcapitati abitanti del Rione Ponticelli….) derivanti anche dalle operazioni di compattamento dei rifiuti.
Non sarebbe un buon biglietto da visita per le nostre aziende e per i numerosi buyer nazionali ed internazionali che per ragioni commerciali le frequentano.

Peraltro è un’idea vecchia, già affacciatisi nel passato. Ogni volta che l’ex Presidente dell’Asia, Lucio Lonardo, me la prospettava, gli rappresentavo quali fossero, a mio avviso, i motivi ostativi da ponderare.

Lonardo, persona corretta e sensibile, da profondo conoscitore delle dinamiche cittadine, pur al cospetto di un problema per lui assai rognoso, ha sempre compreso e rispettato le ragioni del Consorzio.

In questo momento non ho né la qualificazione né gli strumenti per oppormi, come per il passato, ad una opzione che continuo a ritenere dannosa per l’immagine e gli interessi del nostro agglomerato industriale.

Posso solo affidare questo motivato punto di vista a chi , come te, ha la responsabilità di ricercare le soluzioni più idonee ad assicurare la funzionalità di un servizio primario- quello dell’igiene urbana- senza che ciò si risolva in un’ingiusta penalizzazione per le prospettive dell’area di Ponte Valentino: ti invito a riflettere su come determinate scelte, marcando una netta inversione di tendenza, possano arrivare a scoraggiare nuovi investimenti, arrecare grave disagio alle imprese già insediate, e addirittura compromettere- e non credo di esagerare- progetti già avviati di vitale importanza per il nostro tessuto produttivo.

Conosci bene l’incresciosa situazione patita, per vari disservizi, dalle aziende allocate nel PIP di Contrada Olivola: non sarebbe certo consigliabile aprire un nuovo fronte a Ponte Valentino dando l’idea di considerare secondarie le esigenze della classe imprenditoriale.

Confido in un ripensamento”.

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