Corona, Altrabenevento: Mastella, i vitalizi, la famiglia e le querele.

Mastella è un politico dalla querela facile. O meglio, dal facile annuncio di querela.
E’ successo alcuni mesi fa con un senatore per le dichiarazioni sulla sala gioco inaugurata inconsapevolnente, ma è successo molte volte anche per gli articoli di Altrabenevento.
Famoso l’annuncio di querela del 2011 perché avevamo ricordato che Zamparini a settembre 2006 aveva fatto visita alla villa di Mastella per sbloccare l’apertura dell’ipermercato, come lo stesso imprenditore aveva ricordato durante una conferenza stampa.
L’ex ministro della giustizia dopo l’annuncio rinunciò alla querela anche se, da qualche giorno, chiede in giro le copie delle mie dichiarazioni in quel processo che lo ha visto imputato, poi assolto.
Ieri, sulla sua pagina Facebook, sempre Mastella ha annunciato di voler querelare l’ignoto autore di un messaggio comparso su un ignoto social per una frase sui tagli ai vitalizi che l’ex ministro sostiene di non aver mai pronunciato.
Oggi Ottopagine ha però ricordato che in effetti Mastella un anno fa, rispondendo a un giornalista della radio che gli chiedeva un parere a proposito della ipotesi di tagli alla pensione dei parlamentari, (la sua è di 6.500 euro al mese), rispondeva: “Tengo sei nipoti, che devo fare ? Non utilizzo un cacchio, vengo a chiedere le elemosine pure a voi, vado alla Caritas, ho sei nipoti e tre figli. Se li tagliano i vitalizi li tagliano che devo fare”
La dichiarazione era scherzosa o esagerata, ma non si comprende che cosa c’è da querelare.
Mastella può ritenere, legittimamente, che i soldi della pensione di parlamentare non gli bastano anche perché ha deciso di aiutare economicamente la sua famiglia.
Viene però da chiedersi, perché tra gli sponsor della campagna elettorale dello scorso anno, compare anche il figlio Elio con un contributo di € 5.000?
Sia chiaro, si tratta di un versamento lecito, regolarmente registrato, ma è anche lecito chiedersi perché l’ex parlamentare e ministro che con la sua pensione di almeno 90.000 euro l’anno vuole campare legittimamente anche la sua famiglia, poi si avvale per la sua campagna elettorale di un contributo di alcune migliaia di euro dal figlio piccolo che è andato a lavorare fuori.

author