Domani corteo cittadino del Collettivo Autonomo Studentesco.

“Da nord a sud – si legge in una nota del Collettivo Autonomo Studentesco – si darà inizio ad un autunno caratterizzato dal protagonismo di chi vive realmente le scuole. Il primo corteo dell’anno è una data fondamentale perché dimostra l’esistenza di un malessere generale all’interno di ogni singolo istituto e che si è palesato sin dai primi giorni di scuola. Purtroppo ci troviamo in un periodo estremamente critico e delicato: stiamo assistendo allo smantellamento della scuola pubblica, all’estinzione di un sapere critico ed eclettico, all’omologazione delle masse studentesche private del loro potere decisionale.
Migliaia di studenti – aggiunge il CAS – costretti a lavorare gratis in nome dell’Alternanza scuola-lavoro che si fa sempre più pericolosa. Siamo la generazione a cui viene insegnato che il futuro non esiste, siamo la generazione che non può avere aspettative perché oggi la vita è flessibile, la stessa generazione che si deve abituare alla precarietà non solo della scuola ma dell’esistenza stessa. Scuole trasformate in aziende, persone ridotte a numeri, presidi che adottano pratiche sempre più repressive affinché gli studenti vivano le scuole in un clima di perenne controllo in nome di un’assurda sicurezza sono alcuni punti devastanti della Buona Scuola.

Il paradosso della sicurezza tanto decantato da presidi e questore è inaccettabile: viviamo scuole strutturalmente fatiscenti, ogni giorno la vita di migliaia di studenti e docenti è seriamente messa a rischio, ma secondo qualcuno questa è una cosa secondaria, la priorità è avere scuole ordinate, disciplinate e possibilmente con una valutazione positiva del MIUR altrimenti i privati non investiranno. Sono anni che denunciamo alle Istituzione l’esistenza di una reale emergenza dettata soprattutto dall’alto rischio sismico del territorio beneventano, ma, anziché pianificare un programma di prevenzione, le autorità competenti si impegnano in grottesche cene in bianco o qualsivoglia evento autocelebrativo. Adesso basta!

Il perenne declino della scuola pubblica – conclude il Collettivo – è destinato a peggiorare di anno in anno, sappiamo che non è possibile fare passi indietro perché siamo l’ultima speranza non solo per una scuola giusta, ma per una società migliore. L’attacco subìto all’istituzione scolastica non è fine a se stesso, ma è un progetto a lungo termine per plagiare giovani menti che un giorno saranno incapaci di essere cittadini pensanti e protagonisti. Ci riprenderemo il nostro tempo costruendo un’alternativa possibile creando dal basso la Nostra Scuola, ci riprenderemo tutto quello che ci avete tolto”.

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