Domenica Lomazzo, Consigliera di Parità della Regione Campania: “Una Donna per le Donne……”

Domenica Lomazzo, Consigliera di Parità effettiva della Regione Campania dal 2016, già Consigliera di Parità della Provincia di Avellino. Due Lauree (Giurisprudenza e Lingue e Letterature Straniere). Lomazzo è una paladina delle donne, con un impegno costante che da anni non si declina soltanto nell’ambito sociale e nel terzo settore, ma che si estende anche alla sfera del diritto e della politica. Da qui la necessità di incontrarLa per un’intervista a tutto campo. Per avviare una riflessione su tematiche di grande attualità. Con la Consigliera di parità è emersa subito la chiara volontà di aver messo e mettere in campo azioni positive concrete, oltre i luoghi comuni dei temi dedicati alle Pari Opportunità, per l’affermazione di una cultura di genere e la sua tutela contro ogni forma di palese o subdola discriminazione. Lomazzo, a tal proposito, è una istituzione delle Pari Opportunità in Campania.

Quando è iniziata la sua militanza in favore delle donne?
“Da una vita: prima ancora di diventare Consigliera Regionale Di Parità ho rivestito il ruolo di Consigliera provinciale di Parità di Avellino. Mi sono occupata di promozione dei diritti delle donne sin dalla mia giovanissima età e da dirigente di Partito . Erano gli anni ’80… e da allora ho sempre postato avanti le mie battaglie in favore della promozione delle donne in tutti gli ambiti della vita sociale”. Ha assistito ,quindi, in prima persona anche alle tante conquiste ottenute dalle donne in questi anni. “Ci sono stati tanti passi in avanti, è vero e ciò perché la “ rivoluzione delle donne ” è stata sostenuta e spinta in modo trasversale dalle donne di tutti i partiti politici e ,soprattutto, dalle donne della società civile, che hanno incoraggiato tra l’altro anche la istituzione di organismi di promozione e di tutela del principio di non discriminazione in ogni ambito della vita sociale. Rispetto alle conquiste, mi preme ricordare fra tutte, sicuramente, la norma , di contrasto alla violenza sulle donne, più volte rivista e perfezionata e per ultimo le legge 215/12 ed il d.lgs 56 /14 (Del Rio) ,in materia di promozione dell’equa rappresentanza delle donne nei luoghi della decisione, come per esempio, nella composizione delle giunte degli enti locali, oppure l’introduzione in Campania della doppia preferenza di genere per l’elezione degli organismi regionali ma anche per l’elezione degli organismi europei come pure l’alternanza di genere nella composizione delle liste per l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato nel nostro Paese. Promuovere l’ingresso delle donne nella gestione della “Res Publica” si traduce sicuramente nell’umanizzazione dell’azione dei Governi locali e nazionale.”

L’introduzione delle ‘quote rosa’ , quindi, come passaggio necessario per la promozione delle donne?

“L’introduzione delle quote è un’azione positiva per promuovere la partecipazione delle donne laddove sono “sottorappresentate”. Il termine “quota” è solo un gergo giornalistico che svilisce la portata della norma. In Italia, come nelle democrazie occidentali ,vengono utilizzate le azioni positive proprio per promuovere le donne in tutti gli ambiti della vita sociale. Azioni positive vengono utilizzate per sostenere e promuovere le donne nel mondo del lavoro , per aiutarle nella conciliazione del doppio ruolo madre-lavoratrice e, quindi , giustamente anche negli organismi della decisione e sicuramente esse rispondono all’esigenza dell’affermazione di una sostanziale democrazia paritaria nel nostro Paese”.

Con il Governo Renzi / Gentiloni e il Ministero di riferimento sono state incentivate attività a favore delle donne e pari opportunità. Contrasto violenza donne e di genere, contrasto pedofilia e pornografia, ecc.. solo alcuni casi, una sua valutazione

“ Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una particolare attenzione da parte del Governo nei confronti delle problematiche delle donne: il D.M. del 15.12.2016, relativamente all’obbligatorietà delle Dimissioni e risoluzione del contratto di lavoro da dare esclusivamente per via telematiche e su modelli appositamente elaborati dal Ministero del Lavoro, finalizzato a contrastare efficacemente il triste fenomeno delle “ Dimissioni in Bianco”, la legge 199/16 di contrasto al fenomeno del caporalato. Fenomeno di cui, ancora una volta tristemente, sono protagoniste le donne anche nella regione Campania, soprattutto nel settore dell’agricoltura. Precedentemente nel 2015 con D. Lgs. 80/2015 in attuazione di quanto contenuto nel Jobs Act si era proceduto a porre in essere significativi provvedimenti a sostegno della genitorialità ed ancora il decreto legislativo 81/17 sul Lavoro Agile, il Decreto Interministeriale del 12 settembre 2017, che riconosce sgravi contributivi ai datori di lavoro privati che abbiano previsto, nei contratti collettivi aziendali, istituti di conciliazione tra vita professionale e vita privata dei/le lavoratori/ici. In regione Campania, particolare attenzione è stata posta dal Governo regionale sulle problematiche di conciliazione vita professionale- vita di cura e per incentivare la presenza delle donne nel mercato del lavoro tramite l’emanazione di Bandi relativi agli Accordi di Genere di cui al P.O.R. Campania FSE 2014-2020. Il nostro Welfare, si è arricchito negli ultimi anni di positivi provvedimenti family friendly , significativi quelli contenuti nell’ultima legge finanziaria , ma abbiamo bisogno di valorizzare e sostenere ancora di più la maternità tenuto conto che l’Italia sta diventando uno dei paesi più vecchi d’Europa ( figli per donna 1,34% nel 2016 ). Bisogna ,quindi, continuare ad utilizzare, insieme con le Regioni sia nei POR che in ambito nazionale, il Fondo Sociale Europeo per sostenere la conciliazione vita/lavoro con progetti operativi e concreti. e promuovendo istituti volti alla conciliazione vita di lavoro e vita di cura ecc .

Ancora troppe donne sono costrette a scegliere fra una famiglia e il lavoro, subendo una pesante discriminazione.
In Campania nel 2016 sono stati circa 2mila i casi di donne che sono state costrette a dimettersi dal lavoro per dedicarsi ai figli. La verità è che dai 30 ai 45 anni si costringono le donne alla disoccupazione”.
Lei cosa suggerisce?
“Ci vuole più conciliazione: facciamo in modo che le donne non siano costrette a scegliere tra l’essere madre o lavoratrice, creiamo strutture idonee di supporto ai bambini ed alla famiglia in genere, incentiviamo la condivisione del ruolo genitoriale. In questo modo avremmo sostenuto le donne lavoratrici, ma anche creato posti di lavoro. Bisogna continuare con maggiore incisività e concretezza su questa strada. Bisogna dare sicurezze alle donne, garantendo più lavoro sicuro e più strutture a supporto della famiglia .

L’inserimento delle donne nel mercato del lavoro comporta anche la necessità di investire nella formazione.
“La ricollocazione delle donne a bassa scolarizzazione è un altro dei nostri punti strategici da sviluppare, e per questo è necessaria un’intesa con i Centri per l’Impiego e soprattutto con l’Assessorato regionale al lavoro. Ad oggi rientrano nella nostra area di interesse anche le donne che hanno un laurea debole, e quindi poco spendibile sul mercato del lavoro. Una formazione per queste categorie di donne in cerca di lavoro credo che non sia più procrastinabile.

E’ ampio il raggio di azione della Consigliera di Parità. Dott.ssa Lomazzo che dati ci da circa la rilevazione di situazioni di squilibrio di genere nel mercato del lavoro campano.
Nel nostro Paese dopo la nota lunga ed intensa crisi , finalmente, si registra una lenta ma costante ripresa economica ed occupazionale. I dati Istat ci raccontano che è in crescita l’occupazione e che tale crescita riguarda entrambi i generi e che è più intensa per le donne nel Mezzogiorno ma il percorso per una buona occupazione che riguardi uomini e donne richiede ancora molti sforzi da parte di tutti. Le donne sono ancora costrette a subire i danni ed i disagi derivanti dal precariato, anche a fronte delle tutele a misure crescenti contenute nel Jobs Act , dalla disoccupazione, dalla disparità nelle carriere e dal consistente differenziale retributivo con gli uomini pure a fronte di uguale lavoro. Nel Gender Gap Report 2017 del World Economic Forum il nostro Paese viene collocato al 126mo posto su 144 paesi presi in esame per la parità salariale per un lavoro simile tra i sessi. Nella regione Campania dai dati emergenti dai rapporti aziendali di cui all’art. 46 del D.Lgs.198/06 pervenuti al mio Ufficio entro il 30 aprile 2016 e riguardanti il biennio 2014-2105, risulta che l’occupazione femminile si attesta al 28,90% mentre quella maschile al 71,10% La percentuale di femminilizzazione, ovvero il rapporto fra le addette ed il totale degli addetti per Provincia, appare più significativa nella provincia di Napoli (31,85%) ,a seguire Salerno (24,12 %), Benevento ( 22,78% ), Caserta (22,37%), Avellino (15,88%). Questo dato deve essere letto alla luce dell’ estensione territoriale delle province, della tipologia delle imprese attive e dei diversificati settori di attività preminenti in ciascuna provincia. E’ noto che il tessuto economico della Regione Campania registra una decisa, estesa e vivace presenza di piccolissime attività produttive dove significativa è la presenza del lavoro femminile( ma che non sono state oggetto dell’analisi sopracitata e ,soprattutto, tutto ciò deve essere contestualizzato anche nella situazione di particolare gravità che, da sempre, caratterizza il mercato del lavoro al Sud , resa ancora più drammatica dai contraccolpi della crisi e , dove la componente femminile del “non lavoro” appare la più colpita- Disoccupazione femminile al Sud intorno al 20%, un dato tra i più alti rispetto a quello del territorio nazionale). Nella ripartizione delle lavoratrici per macrosettori di riferimento esclusa l’agricoltura, settore non rappresentato da alcuna impresa del campione (dove è significativa la presenza della componente del lavoro femminile), prevale in modo netto il terziario ( sanità, telecomunicazioni, credito, commercio, terziario alberghi, servizi, informatica,) a seguire industria (energia, industria, gestioni rifiuti ), trasporti . Nei settori che da soli rappresentano oltre l’80% dell’intero campione, 106 schede su 131, è possibile notare come la maggiore presenza femminile si concentri nel Commercio (41% del tot.), nella Sanità (59% del tot.) e nei Servizi (40% del tot.). Industria e Trasporti sono invece i settori in cui il divario tra occupazione femminile ed occupazione totale è più marcato, a conferma che nel mercato del lavoro in Campania esiste una forte segregazione di genere per settore merceologico e ciò emerge in maniera chiara anche dall’esame del fenomeno della segregazione sia professionale che verticale dove si riscontra che la maggior parte delle donne riveste la funzione di impiegate ( 42%) mentre è esigua la loro presenza nei quadri ( 25%), nella manodopera operaia( 16%) e nella dirigenza solamente il 10%.</s

Quali politiche di Pari Opportunità sono state messe in campo utilizzando anche attività di informazione/formazione sul territorio campano?
In Regione sto mettendo in cantiere diverse iniziative , cercando di colmare il vuoto per l’assenza della Consigliera di Parità regionale protrattasi per circa sette anni. Ho dovuto ricostruire l’Ufficio ex novo !Ho promosso e sottoscritto un Protocollo d’Intesa con l’Ispettorato Interregionale del Lavoro della Campania finalizzato al contrasto della discriminazione di genere sui luoghi di lavoro. Il Protocollo è stato successivamente adottato anche dalle Consigliere di Parità e gli Ispettorati territoriali del Lavoro nelle province campane (Caserta ,Avellino, Salerno, Napoli). Ho istituito una task force regionale con le Consigliere di Parità Campane e le referenti regionali e territoriali delegate nelle materie di Pari Opportunità delle OO.SS. maggiormente rappresentative a livello nazionale, promuovendone la realizzazione anche nelle province. Sto seguendo molteplici casi di discriminazioni sui luoghi di lavoro .Ho promosso e sottoscritto un ‘intesa con l’Ordine dei Giornalisti ed il Sindacato unitario dei giornalisti finalizzata, tra l’altro, ad una corretta informazione sulle tematiche delle pari opportunità e più attenta al rispetto della dignità delle donne e della loro rappresentazione attraverso i mezzi di informazione . etc. Sto seguendo con interesse i progetti sugli accordi territoriali di genere (fondi P.O.R. FSE 2014/2020) posti in essere dalla Giunta Regionale della Campania , che prevedono, tra l’altro, la nascita di sportelli informativi per l’orientamento al lavoro, finalizzati alla implementazione della partecipazione delle donne al mercato del lavoro e all’autoimprenditorialità, i cosiddetti “concilia point”. Sto promuovendo unitamente alle Consigliere delle Province campane e le referenti delle OO.SS. maggiormente rappresentative a livello nazionale percorsi di in-formazione sulla normativa e strumenti di contrasto alle discriminazioni nei luoghi di lavoro e la promozione di azioni positive volte alla conciliazione vita di cura-vita professionale. E tanto altro ancora.

La Campania presenta 5 realtà completamente diverse tra di loro, qual è lo stato dell’arte dell’applicazione delle Pari Opportunità?
“Io credo che le politiche per le pari opportunità poste in essere finora siano ben lontane dall’aver realizzato la conquista della parità di genere. Le normative restano, spesso , disattese, e bisogna, quotidianamente, combattere per farne recepire l’esistenza e quindi l’applicazione. Non abbiamo ancora una società dove vengono garantiti in pieno i diritti di cittadinanza per tutti/e. Bisogna partire dall’abbattimento delle discriminazioni e degli stereotipi di genere che spesso sono la matrice della violenza a danno delle donne e, come spesso lei dice, bisogna procedere con ancora più incisività nel processo di catechizzazione sulle tematiche delle pari opportunità per tutti. Le Consigliere di Parità campane sono in pista per questo. ( Stiamo aspettando la nomina della Consigliera di Parità della provincia di Benevento per chiudere il cerchio). Dappertutto c’è ancora tanto da fare sia per quanto riguarda la rappresentanza di genere nelle giunte degli EE.LL. sia per quanto riguarda la promozione delle donne nel mondo del lavoro”.

Chi è legittimato a rivolgersi alla Consigliera di Parità?
Tutte e tutti coloro che pensano di essere discriminati nei luoghi di lavoro o per l’accesso lavoro in ragione del sesso di appartenenza. Le Consigliere di Parità sono le figure istituzionali legittimate alla costituzione in giudizio a tutela del principio costituzionale antidiscriminatorio. Le Consigliere di Parità provinciali si occupano di discriminazioni individuali mentre la Consigliera di Parità regionale si occupa di discriminazioni di genere di natura collettiva. Tutti/e , quindi. Lavoratrici/ lavoratori che pensano di aver subito sia una discriminazione collettiva nell’accesso al lavoro, nei corsi di formazione, nello sviluppo della carriera, nel livello di retribuzione, e/o violenza , e/o molestie sessuali nei luoghi di lavoro possono rivolgersi alla Consigliera regionale di Parità. Le Aziende pubbliche e private che vogliono promuovere azioni positive per le pari opportunità nella propria azienda anche attraverso progetti e finanziamenti ( europei, nazionali) le Amministrazioni Pubbliche e gli Enti che hanno costituito Il Comitato Unico di Garanzia e intendono realizzare accordi di collaborazione con la Consigliera Regionale Le Amministrazioni Pubbliche e gli Enti che devono presentare il piano Triennale delle Azioni Positive.

A livello Regionale in materia di Pari Opportunità quali sono gli organi che coadiuvano la sua attività ?
La Consigliera regionale di Parità collabora con i competenti assessorati alle pari opportunità , al lavoro e con gli organismi di parità degli enti locali. La Consigliere Regionali partecipano ai tavoli di partenariato locale e ai comitati di sorveglianza di cui al regolamento CE n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013 e sono componenti delle commissioni di parità del corrispondente livello regionale, ovvero di organismi diversamente denominati che svolgono funzioni analoghe e , quindi, con tutti questi soggetti ed organismi ella deve necessariamente instaurare una preziosa sinergia.

La violenza di genere è la punta dell’iceberg delle problematiche del mondo femminile una sua riflessione.
La violenza sulle donne abbraccia tutte le realtà territoriali e tutte le classi sociali. Il fenomeno oramai sta diventando una guerra senza tregua. Ciò richiede un impegno da parte di tutti ancora più serio e determinato, anche se molto, finora ,è stato fatto sia in ambito regionale che nazionale. Bisogna incidere sulla cultura, sull’educazione al rispetto di tutte le diversità ed all’inclusione di tutte le differenze. Incidere sulla cultura e l’educazione è fondamentale: ripartiamo dalle scuole, introduciamo l’educazione alla parità di genere, insegniamo alle ragazze a sapersi difendere e a riconoscere e a rifiutare la violenza ed ai ragazzi il rispetto per le donne. Abbiamo bisogno di agire laddove si forgia la cultura di un popolo quindi nella scuola, nella famiglia sui mezzi di comunicazione ed informazione. Permangono stereotipi sessisti, e permane ancora la cultura maschilista della “donna-oggetto-possesso. Incentiviamo le donne a denunciare la violenza che subiscono tra le mura domestiche, aiutiamo loro ad avere fiducia delle Istituzioni preposte e non lasciamole sole nelle loro sofferenze . Facciamo capire loro che la violenza non è un dramma individuale bensì un problema della collettività. In quanto Consigliera di Parità provinciale prima e regionale poi ho promosso l’adozione di un deliberato, che è stato adottato da molti comuni. Il documento sancisce l’impegno di ogni ente locale a costituirsi parte civile al fianco delle donne che denunciano le violenze subite . Si tratta di un incentivo importante per fare in modo che le donne denuncino le violenza subite spesso in silenzio tra le mura domestiche; inoltre è fondamentale per ogni donna sapere che le istituzioni sono dalla sua parte”.

Il suo rapporto con le 5 Consigliere di Parità Provinciali ?
Il nostro è un rapporto di squadra. Ho istituito da subito la Rete delle Consigliere di Parità del territorio campano ,che periodicamente, convoco presso il mio Ufficio, ovviamente con all’ordine del giorno la messa in sinergia dei progetti e programmi che ognuna di noi realizza nel rispettivo territorio di competenza. La mia ambizione è di mettere in sinergia anche le azioni di tutte le istituzioni e gli organismi di promozione per le pari opportunità esistenti sia in regione che nel territorio campano, così come mi accingo a promuovere l’istituzione di un “ Osservatorio sul mercato del lavoro e la condizione delle donne campane nel lavoro” . Progetti ambiziosi ma con la volontà e la collaborazione fattiva di tutte e di tutti credo che si possano realizzare . Bastano un poco di buona volontà e soprattutto tanta passione.

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