Femminicidi : il 14 Settembre giustizia per Stefania Formicola.

“ Crediamo nella possibilità di ottenere giustizia per una vittima innocente” così l’avv. Libera Cesino.

La cronaca nera accende continuamente i riflettori sugli episodi di violenza sulle donne avvenuti in tutta Italia.
Tanto ha fatto discutere il duplice stupro di gruppo di Rimini e nelle ultime ore, lo stupro delle due studentesse americane da parte di due carabinieri a Firenze.
Poi il caso nostrano (in Irpinia) della ragazza trascinata in macchina dall’ex ed ancor prima l’ottantenne violentata in un parco.
La media italiana ci riporta 11 stupri al giorno che minano le donne nella loro dignità ed integrità, producendo gravi ripercussioni non solo sulle stesse, ma anche sulla società.
Una regressione culturale che va arginata a partire dalle giovani generazioni attraverso un’opera di educazione al rispetto e alla libertà di ciascuna persona perché la violenza di genere
Ed è giusto in questa ottica educative e conoscitiva aggiornare anche su quelli che sono i processi in atto nel nostro Paese contro le violenze alle donne, molte delle quali hanno perso la vita.
Tra queste è fissata l’Udienza Preliminare che si terrà presso il Tribunale di Napoli Nord ad Aversa, giovedì 14 settembre nel processo di Stefania Formicola, la donna ammazzata dal marito con un colpo di pistola al cuore, all’età di 28 anni. Lui Carmine D’Aponte, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Poggioreale, lasciando orfani due bimbi di circa cinque anni e due anni.
Un caso che rimbalzò all’attenzione della cronaca nazionale. Ad interessarsene le maggiori testate e giornalistiche italiane con la famiglia Formicola difesa dall’avvocato Libera Cesino. E, quest’ultima, nell’Udienza preliminare di giovedi 14 settembre, insisterà nella richiesta di rinvio a giudizio, auspicando che, seppur la legge prevede la richiesta del rito alternativo del l’abbreviato da parte della difesa dell’imputato, la magistratura di concerto con la procura considerando le aggravanti contestate, tra cui quella del rapporto di coniugio ed affettivo che intercorreva tra le parti, si possa giungere ad una condanna giusta e significativa, che dia giustizia a Stefania, ai familiari, e che possa incentivare altre donne, vittime di violenza di genere a denunciare il carnefice: questo lo strumento più efficace per prevenire e contrastare la violenza di genere.


“Lo ricordo solo a me stessa – ci ha dichiarato l’avv. Cesino – che la vita è un diritto inviolabile, e che Stefania come nessuna donna merita la violazione della propria identità, delle proprie volontà, Stefania aveva deciso definitivamente, dopo aver subito violenze di ogni genere di separarsi, il carnefice non lo ha accettato e piuttosto che’ vederla non più con lui ha preferito vederla morta, come aveva più volte minacciato di fare precedentemente durante i circa cinque anni di un amore malato!
Vittoria Principe

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