“#generazioneribelle” è scesa nuovamente in strada e non solo a Benevento

Nella giornata internazionale degli studenti la “#generazioneribelle” è scesa nuovamente in strada e non solo a Benevento, sono tanti i cortei che in queste ore sfilano nelle maggiori città italiane. Si definiscono la generazione che resiste, che non sta zitta, che vuole cambiare le cose. Nel capoluogo sannita a guidare la protesta di studenti e studentesse è il Collettivo Autonomo Studentesco che si sono ritrovati a piazza Risorgimento per rivendicare una scuola degna, interventi di edilizia scolastica e democrazia negli istituti.

Diversi gli interventi che si sono susseguiti durante il corteo che ha attraversato Benevento come quello di Martina che è intervenuta sul tema della prevenzione. “Come ben sappiamo – ha spiegato – viviamo in una zona altamente sismica ed è impensabile che le nostre scuole siano fatiscenti e per niente sicure. Sono due anni che chiediamo un osservatorio sulla sicurezza, ma nessuno ci da ascolto e veniamo totalmente ignorati. Questo non ci farà perdere d’animo, noi a scuola non ci moriamo”.

A parlare anche Elanor che è intervenuta sull’alternanza Scuola-Lavoro. “Siamo costretti a lavorare gratis per conto dei privati, il nostro sfruttamento non viene neanche tutelato. Noi a scuola ci andiamo per studiare e per crescere, noi a scuola non lavoriamo”.

Il corteo degli studenti, in maniera non autorizzata, ha poi raggiunto piazza Federico Torre dove si sta svolgendo un’assemblea pubblica, durante la quale sono intervenuti studenti delle varie scuole della città per denunciare la loro situazione interna. Trattati anche i vari punti focali della Buona Scuola e discusso degli Stati Generali della Scuola, che si svolgeranno il 16 dicembre a Roma e convocati dal ministro Valeria Fedeli. “Durante gli Stati Generali – hanno spiegato gli studenti – i grandi della scuola prenderanno decisioni su ciò che è nostro e ci tocca da vicino senza pensare minimamente alla controparte studentesca. Ricordiamo bene quanto abbiamo rovinato la festa alla Ministra Valeria Fedeli il 20 ottobre e niente ci fermerà dal farlo di nuovo il 16 dicembre, quando in quell’assise dovremmo esserci noi. Dovremmo essere noi a dire cosa non va bene nelle scuole, a dire cosa si deve cambiare non coloro che la scuola già l’hanno distrutta con la legge 107”.

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