Il 1865 finì l’era del Brigantaggio sociale……….e inizio quello politico.

Palazzo Mosti chiuse le porte maggioranza in allerta.

La storia ci racconta che il Brigantaggio fu solo la guerra dei poveri. Una lotta armata nel sud, delle bande contro i proprietari terrieri e l’esercito del Regno, il tutto traeva origine da un grave disagio sociale esistente in quel periodo. Il termine Brigante, si dice bonariamente di un individuo dall’elasticità comprovata che non esita per il proprio tornaconto a rincorrere a furberie di ogni genere pur di condurre acqua al suo mulino. Il 1865, per farla breve, il fenomeno del Brigantaggio termino………….e in forma sommersa incominciò a prendere corpo quello……….politico, che ci accompagna fino ai giorni nostri. Il 2016, qui in città si sono svolte le elezioni amministrative per il rinnovo del consiglio comunale e del sindaco. Tra i tanti schieramenti proposti alla città quello del candidato sindaco Clemente Mastella. Noi, dell’ex Parlamentare, ex Ministro, ex eurodeputato, accompagnato dalla moglie ex presidente del consiglio regionale della Campania avevamo un’altra idea, un’altra valutazione. Siamo, perciò, restati esterrefatti, alla notizia della costituzione di un nuovo gruppo consiliare a Palazzo Mosti, proprio dai fedelissimi del Sindaco. Famiglia quella mastelliana, politica, dall’alta esperienza politica, si fa beffare in casa propria? Della serie, l’allievo supera il maestro? Ma tutto ciò si sapeva fin dalla condivisione del progetto elettorale del 2016. E non è la prima volta che si verifica ciò. Come può un “ condottiero politico “ così navigato ed esperto non aver guardato una sola volta negli occhi i suoi “affiliati”? Ed ora pensate, cari lettori, che finisce qui??? Assolutamente no!!!!!!!!!! Ora cambiano gli equilibri nel Palazzo, ora si andrà alla distribuzione dei seggi, quelli degli assessori, alla richiesta dei consigli di amministrazione, del vice Sindaco, insomma al riparto politico con l’applicazione del “manuale….Cencelli”. E’ proprio il caso di dire: “ ki pè marè và..stì piscè piglie”. Siamo delusi, amareggiati, soffriamo in questo momento con il dolore “politico” che accompagna Mastella, perché tutto avremmo potuto contestargli, la scarsa attenzione per la città, il non saper amministrare, il dissesto comunale, il tempo perso per organizzare feste e festini e triccabballacche, ma mai una scarsa visione tecnico tattica della politica. A nostro dire non gli resta altro che invitare tutti in quella sala consiliare del palazzo, che via via sta perdendo di consistenza, organizzare una conferenza stampa e lì, eventualmente, salutare, cancellando di colpo ogni disegno del rivale. A chi ha seguito il finto “capo”, attenzione ad ogni cambio di vento, non dite a nessuno dove andate, potreste scoprire che la destinazione è ben altra. ( redazione )

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