La riflessione di Esther Buonanno.

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E chiaramente lo sguardo puntato al futuro, con un’ottica positiva e di rilancio, ci conduce, inevitabilmente, ad immaginare un rilancio economico del nostro territorio. E proprio da qui, in maniera puntuale ed intelligente la Buonanno ci porta con mano tra le bellezze e risorse del Sannio e ci scrive, nella sua
riflessione di Turismo e Montagna, tentando di superare il Covid.
Il Direttore
TURISMO, COVID E MONTAGNA
“ Montagne care, voi non mi mentite, non mi mandate via, né mai fuggite”,
questo il primo verso della celebre poesia Montagne care di Emily Dickinson, poetessa statunitense, che oggi mi risuona nella mente guardando la meravigliosa Dormiente del Sannio. Parto da questi versi per parlare del turismo lento, quello fatto di natura, viaggi emozionali alla ricerca di sé e che oggi , causa coronavirus, ha dovuto rallentare fino al punto di fermarsi completamente, come del resto tutto il Paese. Parto dalle mie montagne, dal Parco del Taburno-Camposauro , dai piccoli B&B della valle che hanno voglia di ripartire, dal pecorino vitulanese e dal suo inebriante profumo, dall’olio extravergine d’oliva, dall’aglianico, ricchezze immense che il nostro
territorio offre naturalmente. Del resto se qualcosa questa crisi ci ha insegnato è che ciò che più conta per l’individuo non sono le cose ma le relazioni, gli spazi; ognuno di noi ha fatto un percorso durante l’isolamento sociale. Abbiamo riscoperto l’importanza degli affetti, delle piccole cose. Ed in questa prospettiva credo si debbano proporre vacanze in cui poter continuare quella ricerca di sé, che tutti noi abbiamo cominciato chiusi nelle mura delle nostre
case. “ La serenità, la libertà, la sicurezza di ampi spazi in una montagna senza confini, un turismo rurale, dedicato al contatto con la natura, abbinato allo slow food e alla scoperta dei borghi e dei suoi patrimoni culturali e gastronomici” questa la proposta per un rilancio di Anna De Sisto, responsabile di Puglia&Campania&Co, nonché accompagnatrice turistica con esperienza ventennale. E’ sempre lei a parlare di un turismo di prossimità, fatto di italiani, di Campani che spesso non conoscono le nostre straordinarie montagne e di rete tra gli operatori dei vari settori turistici locali. Perché un’altra grande lezione del covid è che da soli non ce la possiamo fare.
Cuore pulsante dell’Italia, il turismo può ripartire proprio rivolgendosi a coloro che da un viaggio chiedono di più. Proporre cammini spirituali che per chi crede portano alla riscoperta di Dio, per gli altri di se stessi;
cammini naturalistici fatti di passeggiate a cavallo o a piedi lungo i vecchi tratturi dei pastori, alla scoperta di un Sannio spesso sottovalutato turisticamente ma che invece può riuscire ad emergere proprio da questa
crisi.
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