Luigi Famiglietti Candidato al Senato uninominale Campania 3: Esperienza, Competenza e Serietà al servizio della Nazione.

1) Luigi Famiglietti un giovane a servizio della politica. Ha sempre inteso la politica a difesa del territorio. Ora con il collegio allargato si moltiplica il Suo impegno.
«Quando ho accettato la candidatura ero consapevole dell’impegno che mi aspettava.
Nonostante questo mi sono dedicato completamente al mio collegio, visitandone i comuni,
incontrando sindaci ed amministratori e soprattutto ascoltando le richieste ed i problemi
degli elettori. Credo che la buona politica, e ciò è ancor più vero se parliamo di una
competizione all’uninominale, passi necessariamente per il contatto e la disponibilità verso
le persone».


2) Nel suo bagaglio politico, oltre ad essere stato Sindaco di Frigento, ha fatto parte anche dei comitati di Prodi. Un uomo sempre di centro con nel cuore le tematiche di sinistra?
«Mi piace ricordare che quando fui eletto sindaco per la prima volta, nel lontano 2006,
sono riuscito ad unire Margherita e Ds. La prospettiva del centrosinistra, dunque, è per me
una prospettiva naturale. Non vengo dalla sinistra, ma ritengo che oggi essere di sinistra
non vuol dire sempre no o, peggio, limitarsi alla mera enunciazione dei problemi senza
immaginarne un percorso che porti alla loro soluzione. E questo è stata la cornice lungo la
quale si sono mossi i governi Renzi e Gentiloni».

 

3) E’ stato eletto alla Camera dei Deputati nel 2013 , ha fatto parte della I Commissione Affari Costituzionali, distinguendosi per l’ impegno politico sui temi legati allo sviluppo del
Mezzogiorno. Da Monti, a Letta, a Renzi tutto in un quinquennio: come giudica questa
esperienza?
«E’ stata sicuramente un’esperienza esaltante, anche se cominciata tra mille difficoltà. Dai
problemi per l’elezione del Capo dello Stato con la vicenda dei 101 che affossarono la
candidatura Prodi, io non ero tra questi, alla rielezione di Napolitano che accettò solo a
condizione che avremmo fatto le riforme. Non era semplice prevedere che questa
legislatura sarebbe durata cinque anni, soprattutto con i numeri risicati che c’erano al
Senato, ma ci siamo riusciti e penso anche con dei risultati tangibili».

 

4) Quali sono gli impegni che si sente di assumere con gli elettori? Quali i punti in cui si vorrà maggiormente impegnare?
«Non voglio fare promesse, anche perché la storia del politico che promette e poi non
mantiene ha fatto perdere credibilità alla politica. Se gli elettori decideranno di premiarmi
con il loro voto, affidandomi un secondo mandato parlamentare, posso sicuramente
assicurare il massimo impegno sulle questioni che riguardano il mio territorio, con
particolare riferimento al completamento delle infrastrutture, ai temi dello sviluppo del
Mezzogiorno sui quali ho già cominciato a lavorare nella mia prima esperienza da
parlamentare, a partire dal ruolo di relatore dell’intergruppo sul Mezzogiorno».

 

5) I 5 stelle evitano il confronto, si chiudono a riccio sulle tastiere, non si riesce ad ascoltare il loro programmi. Tutto sinonimo di arroganza, presunzione e saccenteria. Questi i loro punti di forza. Lei come valuta?
«Si, è la loro caratteristica. Dietro la protesta fine a se stessa si nasconde un preoccupante
vuoto di proposte. Il mio competitor nel collegio, oltre a non essere irpino e quindi non
avendo contezza dei problemi del territorio, è sfuggito più volte al confronto e nella loro
campagna elettorale, annunciata in pompa magna come un “rally tour”, si sono visti ben
poco sul territorio. Io l’ho girato in lungo ed in largo e non li ho incrociati mai».
6) Vuole lanciare un appello affinchè si eviti il voto a Salvini che, fino a qualche tempo fa,
inveiva contro il Sud ed oggi ne chiede il consenso? Si può evitare questa eventuale deriva
populista?
«Credo che i guasti prodotti dal Governo Berlusconi, e da quello Caldoro alla Regione, in
questi anni siano sotto gli occhi di tutti. Le operazioni di facciata, come quella di togliere la
parola “Nord” dal simbolo, sono semplicemente fumo negli occhi. A Salvini interessano solo​ i voti, poi il Mezzogiorno tornerà ad essere dimenticato o addirittura danneggiato.
Chiunque può rendersi conto che tornare indietro sarebbe estremamente pericoloso per il
Sud».


7) Sarebbe favorevole ad un Gentiloni bis? In alternativa direbbe si al Governo di larghe
intese?
«Questi sono discorsi che eventualmente potremo fare dalla sera del 5 marzo, a risultati
acquisiti. Noi come Partito Democratico siamo in campo convinti di poter vincere le elezioni e di essere la prima forza politica del Paese. Un partito di governo, una forza tranquilla al lavoro per l’Italia come abbiamo dimostrato in questi anni, anche perché dobbiamo ricordarci le condizioni in cui versava il nostro Paese nel 2013. Per tutto il resto aspettiamo il risultato delle urne ed affidiamoci alla saggezza del Presidente Mattarella».

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