Palazzo Mosti : ancora cambi di casacca e come diceva un detto beneventano “ nu’ poche’ a ca’, nu’ poche’ a la’ a case è strette e nun s’ po balla’”

 

            Riflessioni della Redazione di Elletvweb.it:

Si prospetta un anno duro per il Clementino, Sindaco della città di Benevento. Pensava che dall’alto del suo carisma avrebbe potuto gestire un neo gruppo di consiglieri, proni immediati alle sue volontà. Ed, invece, c’è una serie di birichini che quando le “cose” non vanno come dicono loro si ingrugnano e passano indifferentemente dalla maggioranza alla opposizione, al gruppo misto. Un vero e proprio rompicapo che, solo un Clementino in piena forma, poteva costruire e amalgamare attraverso speranze e pie illusioni agli increduli consiglieri. Ma si sa come funziona poi. Incominciano a capire, a leggere gli atteggiamenti, a mettere da parte il fioretto e a tirare fuori la “spada”, da non confondere con quelli di Anzio, e impongono al Clementino la conta in consiglio. C’è anche chi con il finto perbenismo ma, con la “bava alla bocca” del potere/poltrona, ha braccato tutti per una seggiola in giunta e si à proposto come garante di riequilibrio tra giunta e consiglio, cosa mai avvenuta. La nazionale Brasiliana negli anni 70’ era invincibile, si avvaleva del trio delle meraviglie, Vava’, Didi’ e Pelè, che i napoletani subito declinarono con ” nun’ site manche a v..……e Cane’” al’attualità a Palazzo Mosti altro che il trio delle meraviglie, tra passaggi, salti, deleganti, astensioni, dimissioni, ripensamenti, voti a favore / contrari, neanche il mitico Maradona riuscirebbe a districarsi. Il Clementino, da non confondere con il cantante neomelodico che riempie le piazze italiane, sicuramente distratto dalle tante nomine effettuate rincorrendo a destra e sinistra ipotetici portatori di voti, ha lasciato soli per un attimo i neofiti della politica ed ora si trova, non solo a dover cercare i voti in consiglio comunale, ma anche a rivedere la candidatura di qualche suo familiare in un ambito più sicuro per  l’elezione in quel del 4 Marzo. C’è una confusione ed un marasma a Palazzo Mosti che nemmeno le migliori performance investigative dell’ispettore Derrick riuscirebbero a risolvere il “caso” , ma addirittura nemmeno ad approcciarlo. Clementino, sempre il Sindaco, appare in questa fase come quel cacciatore che pone trappole su tutto il territorio, dimenticando poi dove averle posizionate e finisce per incapparci lui stesso. Speriamo che si arrivi al buon senso dei consiglieri e con l’inizio dell’anno nuovo, dopo una profonda riflessione ci si rechi dal notaio, operazione già praticata in passato, e si sconfessi amministrativamente il Sindaco Clementino, gesto questo che andrà sicuramente nella direzione di quel “bene per la città” che viene tanto richiamato, purtroppo, solo a propria convenienza.
Questa riflessione potrebbe avere il sapore della beffa se letta in maniera superficiale, ma dietro il sorriso dell’ironia di chi scrive, si nasconde l’amarezza determinata dalla constatazione di uno sfacelo politico/amministrativo in cui versa la nostra città. Tutto ciò ci induce a dover per forza di cose utilizzare l’ironia scherzosa per indorare non una pillola ma un “salasso” di cui la città, Benevento, avrebbe bisogno.

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