Palazzo Mosti, Che confusione! E ci voleva anche il problema acqua, e vai!

E’ come quando ti svegli la mattina, tutto sudato, agitato e nervoso causa un brutto sogno che ha reso la notte un incubo. Ed invece ti accorgi che è tutto vero. Con una miriade di problemi che la città sta evidenziando, commercio, ambiente, decoro cittadino, rifiuti, tagli alberi, lavoro, mobilità ecc.. ci voleva anche l’acqua contaminata, almeno appare, per completare il quadro negativo della nostra città. E neanche con questo problema i cittadini si riescono a scuotere. Restano inermi, interdetti anzi lontani da tutto ciò che accade, facendo inconsapevolmente favori agli “amministratori per caso” che regnano a Palazzo Mosti. Ogni componente della giunta va per la propria strada con la sola attenzione di non toccare la suscettibilità del Sindaco, affermare ogni giorno la propria “fedeltà politica” e tutto fila per il verso giusto. Anche il bilancio consuntivo che doveva essere già approvato, risulta essere notevolmente in ritardo, già da oltre 20 giorni. Dopo il cromo ecco il nichel. Su valori ben oltre il limite di concentrazione. Stavolta è l’acqua del pozzo dell’Imeva, sempre all’interno dell’agglomerato industriale di Ponte Valentino, a registrare risultati esorbitanti: 650 microgrammi, a fronte di un limite fissato a 20 microgrammi. Come se non fosse sufficiente, ecco pure il manganese, che ha toccato quota 85 mentre il massimo è 50, e il solito cromo, stavolta solo il totale, attestatosi a 75 rispetto al limite di 50. Sforamenti più contenuti ma, comunque, oltre il limite di concentrazione. ( Fonte il mattino). Si evita il confronto con tutti se non qualche scaramuccia a mezzo stampa. La città è ferma al 2016 anno delle elezioni. Vi è solo una serrata occupazione degli spazi politici, tutte le poltrone vanno occupate, questo sembra essere lo slogan del Palazzo. E cosa dire dei consiglieri? Come un turn over calcistico, di volta in volta qualcuno rivendica strapuntini o deleghe che poi oltre a non saperne interpretare il contenuto, non si comprende in merito a quale impegno profuso o riscontrabile per la comunità. La logica appare sempre la stessa, il voto in consiglio comunale. Verrebbe da dire alla faccia della novità politica, come qualcuno si vantava nel recente 2016. Un’amministrazione lontana anche dal semplice ordinario. Siamo a ridosso della fase finale dei play off per serie A, questi non sono stati in grado neanche a compilare una semplice convenzione per la società. Eppure, il calcio, è l’unico indotto sociale, economico e di marketing che la città riesce a proporre. Ai beneventani un suggerimento, non si può amministrare così, il silenzio può significare complicità, a Palazzo Mosti si va per cambiare in meglio la città, così come annunciato e non per svernare le stagioni . Sveglia.

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