Palazzo Mosti: i numeri traballano. Maggioranza in crisi di nervi.

Pattisti: 3/4 Scarinzi, Sguera, Paglia, Aversano ( con forti simpatie x Renzi )
Moderati 1) Puzio, Franzese, Russo, Tommaciello ( arriva successivamente )
Moderati 2 ) Puzio, Russo
Moderati 3 ) Franzese, Tommaciello ( ?????)
Misto: Pedà ( Lega )
Forza Italia : Giovanni Russo ( detto Nanni ) a volte si a volte no.

A Palazzo Mosti è fisso il cartello in rosso che indica situazione di pericolo per il Sindaco Mastella, che deve districarsi tra incontri singoli, accompagnati da faccina sorridente e disponibile per redimire e ricompattare i singoli consiglieri comunali, che a volte sono “discoli e monelli” e non ligi al rigore che impone la maggioranza. Ma l’aria che tira, non prospetta nulla di buono, troppi in modo autonomo o di gruppo si muovono, diventando di fatto imprevedibili.

Ed allora, se si dovesse andare alla conta, la truppa della maggioranza si ridurrebbe sensibilmente, arrivando al punto di non riuscire ad assicurare la tenuta politica in consiglio comunale. E per il Sindaco pro tempore allora sarebbero guai per davvero. Un Sindaco, che pur dopo aver amministrato il suo paese di origine, Ceppaloni, pensava di poter gestire con non chalance i consiglieri comunali, senza aver capito che il capoluogo è cosa assai diversa e complicata, soprattutto per chi non ha mai gestito enti. Ed allora i consiglieri, dopo aver lasciato i partiti in cui sono stati eletti e, dopo aver capito “ l’andazzo “, hanno incominciato a rivendicare spazi, ruoli e funzioni; ma ci chiediamo: sulla base di quali competenze da mettere in campo? Competenze che oggi, più che mai, sono richieste considerata l’agonia in cui versa la città. E ne ci scandalizza la rivendicazione del singolo o di altri per ottenere poltrone. Non cambia la sostanza di una amministrazione, sostituire questo o quell’assessore di una giunta che, invece,  sarebbe tutta da rivedere, anzi da mandare a casa per il bene della città. Lo scenario è pessimo con assenze di politiche amministrative adeguate a tutti i livelli: ambientali sociali, culturali, produttive, urbanistiche ecc. ecc. E ne la propria esistenza politico amministrativa viene attestata dai numerosi selfie. Ciò peggiora il ruolo e mortifica la persona.  E quindi, alla luce di tutto ciò,  la domanda che i cittadini si pongono è sempre la stessa: Il Sindaco arriverà a fine mandato? Arriverà alle Elezioni Regionali? La risposta lo potranno dare solo i consiglieri comunali, che a mezzo stampa dichiarano l’insoddisfazione di come viene amministrata la città, in aula poi tra equilibrismi e tatticismi, riescono a tenere a galla la zattera. La sensazione è che, considerata la ristrettezza dei numeri, basterebbe una piccola spinta affinchè questo salasso politico finisca e si torni alle urne.

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