Palazzo Mosti: l’immobilismo che genera la fuga dei giovani.

Siamo nel periodo natalizio e volendo essere buoni diciamo che la situazione a Palazzo Mosti appare sempre più come quegli alunni che  a fine anno  svogliatamente vanno a scuola con la mente rivolta alle vacanze incuranti  dei voti di fine trimestre.  Poi qualcuno, non si arrabbi, non si risenta, non si irriti, non si lasci andare a sproloqui evanescenti sperando di farla franca sul giudizio del proprio operato amministrativo. Viva sereno. E’ costruttivo anche avere una opposizione, anche se solo giornalistica, non precostituita ma solo consapevole e quindi critica rispetto alla arretratezza in cui è scivolata, mia sia consentito, la mia città, senza infingimenti, mettendo a nudo tutto quello che non va. Questa è una città caduta nelle sabbie mobili, in un pantano politico, dove muovere un passo è cosa assai complicata.  Intanto siamo noi cittadini relegati ad assistere ad un comportamento non gratificate mentre la città scivola nel baratro. Una maggioranza a due velocità quella presente nel Palazzo. Quella quasi inesistente nelle commissioni, visto la frequenza con cui le stesse  svolgono un lavoro di preparazione per il Consiglio e si aggiornano, attraverso rinvii con cavilli di presenze e assenze, a dir poco stucchevoli. Poi c’è la maggioranza Consiliare. Qui il cliscé è diverso. Tutti nei banchetti a garantire i lavori del Consiglio, tutti a votare con dedizione e rigore ogni atto, anche perché, su temi importati, si potrebbe rischiare il classico “sciogliete le righe! Tutti a casa, si torna alle elezioni”. Nelle ultime ore, è stato il caso del rinvio della Commissione Urbanistica, chiamata a discutere e presentare per il Consiglio Comunale il nuovo regolamento sugli impianti pubblicitari.  Atto, come ricorderanno i più longevi politici, al vaglio della Commissione da tempi immemori, e che la dinamica Presidente Chiusolo, da poco insediata, è già pronta per aprire una discussione. Quando si dice la dinamicità, da millenni fermi e poi si sblocca d’improvviso. Poi tutto si è arenato. Tutto rinviato, come ci è stato riferito, senza neanche entrare nel merito ma solo per questioni politiche. In quella delle Finanze, sempre Commissione Consiliare, si è giunti al voto “grazie” all’astensione della maggioranza con l’assenza dei gruppi consiliari dei Pattisti e Moderati.  Insomma gruppi che si muovono in autonomia, senza uno schema di maggioranza e opposizione, evocando poi, a proprio vantaggio, quando chiamati,  “il bene comune” “ il bene dei cittadini”, slogan che, in molti casi, non applicati. Si resta aggrappati ora per un motivo, ora per altri, incuranti e senza interrogarsi del perché in città soprattutto il calo demografico la fa da padrone. Il perché tutte le saracinesche abbassate. Il perché i giovani vanno via e quelli rimasti non sanno cosa fare. Una città con una miriade di difficoltà, incapace ad organizzare anche le luminarie natalizie che ci hanno catapultato nella satira. Per questo non ci si guardi come i nemici di turno, come quelli che a tutti i costi strambellano “idiozie politiche”, sono i fatti a parlare per noi, sono i commenti dei cittadini, le delusioni e le amarezze nel vedere gli occhi dei genitori colmi di lacrime nel vedere partire i propri figli, i nostri figli. Si, sono quei figli che dovrebbero rilanciare le nuove generazioni ed invece si trovano disarmati e soli a dover programmare il futuro, senza poter contare su una politica a tutti i livelli, che almeno li guida. Quando, la sera calano le tenebre, in un profondo esame di coscienza si ammetta e comprenda la propria incapacità ad amministrare e tutte le mancate aspettative e i sogni cancellati, che un popolo intero, quello cittadino si aspettava di scoprire.  Si può essere grandi condottieri anche ammettendo le proprie debolezze o incapacità amministrative.

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