Palazzo Mosti: Scoppia la poltrona mania. Mastella, vede il capolinea?

E’ lo sbocco naturale. Cosa ci si poteva aspettare da tanta “grazia di Dio”. Mastella si trova tra l’incudine e il martello. Sta imbrigliandosi in quella stessa rete che seppe gettare allorquando decise di candidarsi nel 2016, raccogliendo disponibilità in tutti gli ambienti con simpatie politiche diversificate. Ed oggi, senza far sconti a nessuno, neanche al mitico capitano, la città sta assistendo ad una scomposizione innaturale dei gruppi consiliari, comportamento questo, che di fatto poi porta alla rivendicazione di ruoli e spazi di gestione. E’ scoppiata di fatto la poltrona mania. L’ ambizione di Mastella, quella di costruire una lista alle Regionali o una sua candidatura a Governatore alle stesse. Motivazioni che lo stanno portando diritto diritto in bocca alle sollecitazioni, alle richieste, alle pressioni dei suoi “compagni” di viaggio. Tutti gli incontri o comunicati stampa vanno nella direzione della rivendicazione, della poltrona più alta, delle richieste sempre più impensabili da rilanciare e vedere esaudite. Ma poi, queste richieste nascono sulla scorta di quale operato? Di quale iniziative attuate in questi tre anni? Di quali problemi risolti stiamo parlando? Perché non si consegna un report alla città delle attività affrontate, portate avanti e concluse nel fatidico nome “ la città, il bene per la città”. E così i Pattisti stanno tra il tira e molla del dentro o fuori, Franzese e il gruppo dei Moderati lanciano disponibilità a voler ricoprire ruoli di rilievo. Insomma, nel palazzo più che districarsi tra i mille problemi irrisolti di questa città, la pratica più diffusa nei corridoi è quella di trovare sintesi politiche sui nomi da cancellare. Nomi illustri che potrebbero ambire ad altri ruoli e che invece si trovano a doversi muovere nei rovi di questo cammino politico. Il Sindaco protempore Mario Clemente Mastella, esperto politico di lungo corso, che si è sempre svincolato da moltissime “trappole politiche”, questa volta dà l’impressione di essersi incartato nelle stesse reti che egli stesso ha lanciato nel 2016. E’ vero come dice Franzese dopo tre anni si acquista esperienza, si matura dal punto di vista politico, e di conseguenza i rimpasti visto l’avvicinarsi di Natale sono sempre ben accetti. Chissà cosa ne penserà l’assessore Picucci, riferimento del gruppo in giunta ( lo afferma anche Franzese ) e che in seguito potrebbe vedere indebolire il suo “peso” senza il sostegno dei Moderati. Una cosa è certa, Sindaco, anche questa volta, come il grande David Copperfield, saprà trovare il giusto antitodo e risolvere i problemi. Siamo vicini al Natale, un assessore in più, uno in meno che comporta; nulla. Siamo alla fine del 2019, prossimi al rinnovo come diceva il mitico Totò “edda passà a nuttate”.

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