PD Fortore : Le amnsie di Zaccaria Spina.

Il presidente della Comunità Montana del Fortore, non potendo addure alcuna evidenza fattuale che contraddicesse la conclamata apatia ed autoreferenzialità dell’ente da lui governato, si cimenta, prima, in analisi psicologiche da bignami, poi, giunto il soccorso del suo luminare vice, statista di lungo corso la cui opera in favore delle genti del fortore sarà presto oggetto di studio dei più noti think tank del pianeta, la butta in caciara. L’espediente non regge. La comunità montana ha un ruolo che deve svolgere al meglio, nell’esclusivo interesse del territorio. Buttare fumo negli occhi può occultare la vista per qualche minuto. Al diradarsi della nube, le responsabilità restano intonse. Come resta, nella sua plasticità, il danno arrecato al territorio ed ai suoi abitanti. Non governare un ente, o lasciarlo vivacchiare, è un atto politicamente grave. A pagare, purtroppo, sono i cittadini. Non possiamo permetterlo.
Passiamo, quindi, ad una ricognizione fattuale di quanto prodotto dalla Provincia di Benevento sulla viabilità fortorina, la cui condizione è giustamente oggetto delle rivendicazioni del locale Comitato. Nelle prossime settimane saranno pronti i progetti esecutivi inerenti le sedici arterie di competenza provinciale vertenti sul comprensorio Fortorino. In questa settimana, inoltre, l’Ente completerà tutte le procedure di gara attualmente in essere ed avvierà l’iter amministrativo di devoluzione delle somme residue dei vecchi mutui. Trattasi di somme già oggetto di delibera presidenziale ed indirizzate, immediatamente ed unicamente, alla viabilità del fortore per un totale di circa un milione ed ottocentomila euro. Tutti da spendere entro l’anno. La rete stradale fortorina è pari a 266 km. Gli interventi deliberati corrispondono ad una media di oltre settemila euro a Km. A queste somme, già disponibili, si aggiungeranno i 13 milioni e 400.000 euro che la Provincia potrà investire in manutenzione nel triennio 2019-2021. La Provincia, pertanto, farà la sua parte al meglio delle sue possibilità, e ben venga il controllo vigile del Comitato. Attendiamo, nel frattempo, che la Comunità Montana batta un colpo, dimostrando la sua esistenza in vita. Altre comunità montane del Sannio e della Campania sono state capaci di intercettare importanti finanziamenti per la realizzazione di opere infrastrutturali, anche grazie ad accordi di programma con la Regione e con il Ministero delle Infrastrutture. Il nostro territorio invece cosa propone? O meglio, cosa ha prodotto il nostro ente montano? Il «servizio civile e il progetto POST IT», ci informa l’assessore Brancaccio, le cui imbarazzanti vicende giudiziarie, apprese dai giornali, finiscono per fiaccare oltremodo l’immagine di un Ente che già non brilla per capacità di governo e lungimiranza (assenza) delle scelte programmatiche.
I fatti urlano la propria incontrovertibile verità. La Comunità Montana del Fortore è da qualche anno un ente estraneo alle politiche di sviluppo del territorio, incapace di presentare anche un singolo progetto esecutivo all’attenzione della Regione Campania o di qualsiasi altro ente finanziatore. Gli scaffali sono privi della benché minima progettualità, ma ricolmi di centinaia di atti legali (contenziosi) di cui in settimana chiederemo di estrarre copia. Proseguire questo andazzo sarebbe esiziale per un’area che necessita invece di una forte e lungimirante azione di governo. E pensare che l’organigramma dell’ente presenta una serie di professionalità di altissimo profilo, manca purtroppo una guida politica all’altezza delle sfide che ci attendono. È la triste realtà.
L’Assessore Brancaccio e il Presidente Spina dimenticano inoltre (o fanno finta) che, anni orsono, ci dimettemmo dalla giunta proprio per denunciare il modus operandi in vigore sull’ente montano. Come è noto, l’attuale esecutivo non ha avuto la nostra approvazione. Fummo peraltro facili profeti.
Non ci risulta che, oltre ad una delibera consiliare, una gita in Regione Campania e qualche nota al Prefetto, il Presidente Spina abbia prodotto qualcosa di concreto, dimenticando persino che all’ente da lui amministrato competa un aspetto rilevantissimo della gestione del territorio: la salvaguardia idrogeologica. Purtroppo, anche in questo caso, egli non è stato in grado di elaborare un minimo di programmazione. È cosa nota che le condizioni della viabilità, al di là della penuria di risorse, sono legate allo stato di abbandono del reticolo idrografico del territorio ed alla mancata manutenzione delle strade comunali ed interpoderali afferenti e contigue la rete viaria provinciale. Opera di manutenzione che compete per lo più alla Comunità Montana. Però, il caro Presidente Spina, tra una gita e l’altra, pare si sia dimenticato anche di questo…

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