Altrabenevento: ” i Pozzi vanno chiusi”.

Si inasprisce sempre di più il confronto a mezzo stampa, non voluto dall’associazione Altrabenevento ma da un amministrazione che comunica solo a mezzo stampa, il dibattito sulla qualità dell’acqua. La nota che pubblichiamo senza mezzi termini invita il Comune a chiudere i pozzi di erogazione dell’acqua. La nostra domanda è: sarà mai possibile organizzare un confronto pubblico per chiarire il tutto? E’ in ballo la salute di tutti.

“Abbiamo ascoltato, con grande stupore, le dichiarazioni da Lei rese ieri 15 aprile, ad una testata giornalistica e pubblicate con un servizio video dal titolo ”Tetracloroetilene, Comune farà analizzare anche terreni”.

In particolare Lei riferisce che i valori di tetracloroetilene accertati dal Laboratorio Tecnobios con prelievo del giorno 29 marzo e fine esame il 5 aprile, sono di 1,83 microgrammi/litro ad di sotto del limite di 10 microgrammi/litro, ma non spiega a quale “limite” o “soglia” si riferisce.

Gli esami del Laboratorio Tecnobios, ai quali lei ha fatto riferimento durante la dichiarazione a mezzo stampa riportano il limite di 10 mcrogrammi /litro ma nella nota si precisa che si tratta del limite previsto dal D.Lgs. n.31/2001 per la potabilità dell’acqua.

Lei invece sa bene che per le acque profonde la Soglia di Contaminazione è di 1,1 microgrammi/litro come previsto dalla Tab.2 All.5 parte IV D.Lgs.n.152/06. Dopo cinque mesi di discussione, questo riferimento normativo è ormai assodato per tutti (l’ARPAC lo ha segnalato con gli esami di dicembre 2018, gennaio, febbraio e marzo 2019; la Regione Campania U.O.D. Autorizzazioni Ambientali e Rifiuti con la richiesta di ulteriori accertamenti ricordando le norme del Testo Unico Ambientale; la Provincia anche con la richiesta del 27/03/2019 di esami sui pozzi privati) e francamente non si comprende come Lei abbia potuto fare confusione.

Inoltre lei sostiene che “per tranquillizzare i cittadini” saranno effettuati controlli anche sui terreni come se si trattasse di esami fatti solo per scrupolo. In realtà, gli accertamenti che il Comune ha affidato ad una società privata sulle acque profonde, cioè quelle della falda della piana di Benevento (Determina Settore Ambiente n. 298 del 28/3/2019), nascono dalla necessità di effettuare i controlli richiesti dalla Regione Campania, Direzione generale per l’Ambiente e l’ecosistema, a seguito di esami dell’ARPAC che a gennaio segnalava valori di tetracloroetilene vicini al superamento della Soglia di Contaminazione di 1,1 microgrammi/litro.

Prima l’ARPAC e poi la Regione hanno chiaramente indicato la necessità di effettuare gli accertamenti ai sensi dell’art. 242 del Testo unico Ambientale che prevede ulteriori accertamenti “al verificarsi di un evento che sia in grado di contaminare il sito” dopo aver “messo in atto le necessarie misure di prevenzione”.

In verità gli esami successivi dell’ARPAC effettuati il 14/02/2019 hanno accertato valori di tetracloroetilene di 2,5 microgrammi/litro nel pozzo di Pezzapiana e di 3,4 microgrammi/litro nel pozzo di Campo Mazzone, quindi ambedue superiori alla Soglia di Contaminazione di 1,1 microgrammi/litro nelle acque profonde. L’ARPAC ha pure accertato il valore di 0,70 per il triclorometano (Cloroformio) che ha quindi superato la Soglia di Contaminazione di 0,15 microgrammi/litro, sempre ai sensi del D.Lgs. n.152/2006.

Pertanto, va applicato, senza ulteriori indugi, l’art. 244 del testo unico che così dispone : “ 1. Le pubbliche amministrazioni che nell’esercizio delle proprie funzioni individuano siti nei quali accertino che i livelli di contaminazione sono superiori ai valori di concentrazione soglia di contaminazione, ne danno comunicazione alla regione, alla provincia e al comune competenti. 2. La provincia, ricevuta la comunicazione di cui al comma 1, dopo aver svolto le opportune indagini volte ad identificare il responsabile dell’evento di superamento e sentito il comune, diffida con ordinanza motivata il responsabile della potenziale contaminazione a provvedere ai sensi del presente titolo. 3. L’ordinanza di cui al comma 2 è comunque notificata anche al proprietario del sito ai sensi e per gli effetti dell’articolo 253.4. Se il responsabile non sia individuabile o non provveda e non provveda il proprietario del sito né altro soggetto interessato, gli interventi che risultassero necessari ai sensi delle disposizioni di cui al presente titolo sono adottati dall’amministrazione competente in conformità a quanto disposto dall’articolo 250. ”

Il quadro della situazione è quindi chiaro: i pozzi di Pezzapiana e di Campo Mazzone di proprietà del Comune di Benevento, vanno considerati contaminati; non è possibile al momento individuare la causa e l’autore dell’inquinamento ma i due siti vanno chiusi anche per il principio di precauzione.

Dinanzi a tale stato di fatto, risulta assolutamente deviante ogni riferimento al valore limite di potabilità delle acque. Si comprende che la parte politica, anche grazie ad alcune testate giornalistiche che pubblicano solo informazioni di parte, faccia ancora finta di non aver capito la differenza tra limite di potabilità e Soglia di Contaminazione per non decidere l’immediata chiusura dei pozzi di proprietà del Comune di Benevento, ma francamente non si può accettare che proprio l’ufficio Ambiente possa, di fatto, contribuire ad alimentare ulteriore confusione con dichiarazioni alla stampa contraddittorie o incomplete.

La presente è indirizzata anche alla Segretaria Generale del Comune, quale responsabile per la trasparenza, affinchè valuti la necessità di disporre la pubblicazione nella sezione “Amministrazione Trasparente” dei risultati ufficiali degli esami effettuati per consentire ai cittadini di conoscere esattamente i risultati degli accertamenti sulla contaminazione dei pozzi di Pezzapiana e Campo Mazzoni dai quali la Gesesa attinge acqua per servire gli abitanti dei rioni Libertà, Ferrovia e Centro storico”. per Altrabenevento- Sandra Sandrucci

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