Città: acqua con tetracloroetilene? Sembra essere tutto rientrato.

Un allarme lanciato a gran voce con comunicati, conferenze stampa e quant’altro, che aveva suscitato l’attenzione anche di associazioni a difesa della salute: la presenza di tetracloroetilene nell’acqua dei pozzi della città di Benevento (Campo Mazzoni e Pezzapiana) che servono quartieri popolosi e popolari come Rione Ferrovia. Rione Libertà, Centro Storico.
Contrapposizioni forti tra i denuncianti (Ass. Altrabenevento) e coloro che gestiscono il servizio idrico in città: GESESA. Mesi di vero e proprio panico tra gli utenti. Attenzione della Procura cittadina e accuse di responsabilità con l’Amministrazione Comunale. Analisi e controanalisi effettuate da ARPAC tramite il laboratorio ARTEA e GESESA con consulenze di specialisti del settore, vedi Tecnobios ed anche l’Università Federico II, Dipartimento di Scienze Chimiche. Esiti sempre contrastanti con conseguente campagna mediatica foriera di paura tra i cittadini.
Poi la svolta, inaspettata, dopo mesi di battibecchi: la consegna di un report dell’Arpac al Comune di Benevento che rassicura sulla fruibilità delle acque dei due pozzi in questione. I parametri, così come sempre sostenuto da GESESA, rientrano in quelli fissati dalla legge 31/2001 che ravvisa non potabilità a partire da concentrazioni di tetracloroetilene pari a 10microgrammi/litro, soglia mai sfiorata. Artea riscontra un valore massimo di 5 microgrammi.
Riabilitazione, dunque, dei pozzi, ma tanti dubbi su mesi e mesi di querelle mediatica. Non è che la differenza originaria di dati, che ha alimentato e strumentalizzato la questione non ricadesse nei diversi metodi di analisi delle acque utilizzati? Da una parte il moderno Purge and Trap (utilizzato daTecnobios e Università, analisi di acque potabili dove si attendono risultati a piccole concentrazioni) e Spazio di Testa (utilizzato da Artea ,vecchia metodica per le acqua reflue a grosse concentrazioni usata nei lontani anni 80) .
Ed allora tanto rumore per nulla? Perizie, consulenze, allarme sociale, attenzione della procura. Qui prodest tutto ciò?
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