Consulta delle Donne? Ecco perchè ci sarebbero delle anomalie. STUDETE.

Va rivista, non sono stati rispettati i principali dettami normativi in materia”. “Ho provveduto ad informare tutte le autorità competenti”. STUDETE!!!!!

La grande capacità di un politico, ma si può applicare anche alla vita quotidiana, è il dialogo, il confronto e la discussione che sono, oltre che l’essenza della democrazia, il sale per lo svolgimento di una buona attività in ogni campo. La gestione della res pubblica, in questo caso il Comune, rappresenta il bene principale della Comunità ed è con il popolo, che va avviata ogni forma di sano e costruttivo confronto e non la gestione come una proprietà privata. Si prenda ad esempio la frase del Presidente Pertini, uomo saggio e politico lungimirante: “L’insidia più grande per un uomo politico è quella di innamorarsi del potere.”
Visto che l’amministrazione Comunale con il Sindaco protempore in testa ha inteso procedere senza tentennamenti alla elezione degli organismi della Consulta delle Donne, mi sono vista costretta a dover scrivere a tutte le autorità competenti in materia di garanzia e rispetto della trasparenza amministrativa a partire da Sua Eccellenza Il Prefetto di Benevento. Al cospetto di tanta tracotanza, con una gestione a dir poco superficiale, non si poteva fare altrimenti. Sia ben chiaro la Consulta delle Donne è un obiettivo di grande sensibilità, una grande conquista in condivisone con tutte le donne che hanno vi partecipato, ma questo non esula dal dover rispettare le normative. Ecco di seguito la nota ufficiale con tutte le discrasie emerse dalla costituzione della Consulta.

Dott.ssa Vittoria Principe

Info 3421903944
Mail:vp67@libero.it
Benevento


A S. E. il Prefetto di Benevento
Dr. Francesco Antonio CAPPETTA
e.p.c.
Dott.ssa Domenica Lomazzo
Consigliera Regionale di Parità
All’Assessore alle Pari Opportunità Regione Campania
Dott.ssa Chiara Marciani
Consigliera Regionale Pari Opportunità
Dott.ssa Loredana Raia
Al Presidente della Commissione Regionale Campania
Dott.ssa Natalia Sanna
Consigliera Provinciale di Parità
Dott.ssa Rocchina Staiano
Al Sindaco di Benevento
Clemente Mario Mastella
A tutti gli Assessori/e e Consigliere Comunali
Agli Organi di INFORMAZIONE

Oggetto: Richiesta verifica procedure Comune di Benevento istituzione Consulta delle donne.
In riferimento all’oggetto, trasmetto alle SS.VV. nota in merito alla istituzione della Consulta delle Donne al Comune di Benevento. Ritengo che la essa non abbia rispettato, nella sua genesi, i principali dettami normativi e di conseguenza risulterà inefficace nelle azioni che andrà a produrre. Penso che il peccato originale, parta dall’approvazione in Consiglio Comunale del Regolamento della stessa, nel quale, pur facendo espresso e corretto richiamo al decreto legislativo 198/2006, lo stesso nei fatti non viene poi applicato. Pertanto, chiedo alle SS.VV. per le proprie competenze, di verificare ed intervenire laddove si riscontri il mancato rispetto dell’attuazione delle norme e dei diritti di tutti, per l’appunto le Pari Opportunità. Per quanto sopra esposto segnalo, quindi, quanto segue:
1) Il 19 Dicembre 2017 viene licenziata dal Consiglio Comunale la delibera n°39 “il regolamento della Consulta delle Donne”.
2) In riferimento a quanto approvato con la volontà del Consiglio Comunale e, per quanto riportato nello stesso, la Consulta avrebbe dovuto insediarsi entro 4 Mesi dall’approvazione del Regolamento stesso e cioè entro il 19 aprile 2018 ed invece si è giunti al 1 Dicembre 2018, cioè con circa 8 mesi di ritardo rispetto ai tempi dettati dalla delibera approvata.
3) Il Regolamento, in contraddizione con il richiamato decreto legislativo 198/2006, inoltre recita che l’adesione a domanda dell’interessata viene formalizzata dalla Presidente, previo parere favorevole del Comitato di coordinamento; orbene al bando hanno partecipato 75 donne, i cui curriculum avrebbero, appunto, dovuto essere valutati dal coordinamento, ma, se lo stesso non era stato ancora costituito ed insediato, chi ha valutato i curriculum. Anche la Presidente sarà eletta, come da atti ufficiali, il 10 dicembre 2018, quindi inesistente al momento dell’inoltro delle domande.
4) Altra contraddizione: Il regolamento prevede che tutti i partecipanti debbano avere residenza nel comune di Benevento; pare che alcune donne provengano da comuni della Provincia di Benevento e quindi da verificare.
5) Ulteriore discriminante, che rasenta la violazione proprio delle Pari Opportunità, è il fatto che il Sindaco pro tempore si sia riservato una quota di donne, precisamente 3, da nominare personalmente, cosa non prevista da alcuna normativa vigente in materia, né tantomeno dal richiamato decreto legislativo 198/2006.
Il regolamento, quindi, appare non conforme al decreto legislativo 198/ 2006 perché:
1) Il decreto legislativo prevede che l’Ente, nel caso il Comune di Benevento, debba indicare un numero definito di membri della Consulta, indipendentemente dalle domande, proporzionato alla popolazione, che vengono selezionate, dopo avviso pubblico, in base a competenza, curriculum e rappresentanza in materia. Tale selezione, basata su curriculum e competenze specifiche, così come previsto dalla normativa richiamata, per la costituzione della Consulta, viene fatta dal Sindaco e dalla Consigliera Comunale alle Pari Opportunità.
2) A tal proposito il decreto legislativo, non a caso prevede che la Consulta, che svolgerà poi attività di coordinamento ed indirizzo, debba essere composta da: rappresentati di Associazioni e movimenti delle donne; espressioni di organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative; di organizzazioni imprenditoriali; del mondo della scuola, della sanità; dei principali ordini professionali; Consigliera di Parità Provinciale; esperte oltre a membri di diritto e cioè tutte le donne presenti in Consiglio Comunale e tutte le Assessore.
3) Così costituita, la Consulta provvede al proprio interno ad eleggere con votazione a scrutinio segreto, i propri organismi e cioè la Presidente, la Vice e la Segretaria.
4) A proposito della Presidente, il regolamento in oggetto evidenzia una palese contraddizione quando, all’art. 6 comma 5 recita che spetta al Comitato di Coordinamento “nominare al proprio interno Presidente e Vicepresidente” e subito dopo all’art 7 comma 1 recita che “il Presidente è eletta dal Coordinamento”, palesando così la contraddizione evidente di cui sopra tra nominare ed eleggere, due concetti completamente diversi.
5) Ogni atto della Consulta va condiviso con il Consiglio Comunale, organo supremo e la Consulta è tenuta a fine anno ad effettuare relazione dettagliata della attività svolta.
6) L’attività della Consulta abbraccia svariati ambiti tra cui:
a) formula proposte sulle questioni generali relative all’attuazione degli obiettivi della parità e delle pari opportunità, informa e sensibilizza l’opinione pubblica sulla necessità di promuovere le pari opportunità per le donne nella formazione e nella vita lavorativa;
b) formula ogni anno, un programma-obiettivo nel quale vengono indicate le tipologie di progetti di azioni positive che intende promuovere, i soggetti ammessi per le singole tipologie ed i criteri di valutazione.
c) esprime, a maggioranza, parere sul finanziamento dei progetti di azioni positive e opera il controllo sui progetti in itinere verificandone la corretta attuazione e l’esito finale;
d) può richiedere alla Direzione provinciale del lavoro di acquisire presso i luoghi di lavoro informazioni sulla situazione occupazionale maschile e femminile, in relazione allo stato delle assunzioni, della formazione e della promozione professionale.
Quindi non la Violenza di Genere come erratamente comunicato dalla neo presidente della Consulta e dalla consigliera delegata alle P.O. dell’ente, ma piuttosto una diffusione della Cultura di Genere e della conseguente Cultura del Rispetto i tutti i modi e forme necessarie per educare alla non violenza di genere e quindi ad arginare femminicidi e quant’altro.
Alla luce di quanto esposto, chiedo alle SS.VV. di verificare la validità della Consulta dell’amministrazione Comunale di Benevento, al fine di garantire vera partecipazione senza alcuna discriminazione e garantendo le vere forme di Pari Opportunità.
Inoltre colgo l’occasione per segnale alle SS.VV. e nello specifico alla Consigliera Regionale di Parità ed a quella Provinciale che il Comune di Benevento non ha provveduto all’insediamento del C.U.G. ( Comitato Unico di Garanzia ). La legge 4 novembre 2010 n. 183 ha disposto, per le pubbliche amministrazioni, l’obbligo di costituire, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica il ‘Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni’ che sostituisce, unificando le competenze in un solo organismo, i Comitati per le pari opportunità ed i Comitati paritetici sul fenomeno del mobbing.
Certa di un positivo riscontro alla presente nota, che pone all’attenzione delle SS.VV. un argomento di pubblico interesse, si porgono distinti saluti

author