Corpo abbandonato a Pacevecchia, forti indizi a carico di una donna, risultata la convivente.

Nella tarda serata di ieri, a seguito di laboriose indagini coordinate dalla Procura della
Repubblica di Benevento ed effettuate dalla Squadra Mobile di Benevento, il
pubblico ministero ha adottato un decreto di fermo di indiziato di delitto, eseguito dal
personale della Squadra Mobile, nei confronti di una donna italiana, classe 58’,
gravemente indiziata del reato previsto e punito dall’art. 591, comma III del codice
penale.
Nella tarda serata del 15 febbraio 2020 personale dell’Ufficio Prevenzione Generale e
Soccorso Pubblico della Questura di Benevento interveniva in via Pacevecchia nei
pressi dell’ospedale civile San Pio in quanto su linea di emergenza 113 era stata
segnalata la presenza sul manto stradale di un uomo anziano esamine avvolto in
alcune coperte di lana.
Considerata la gravità del fatto delittuoso giungevano sul posto il Sostituto
Procuratore di turno della Procura di Benevento, personale della Squadra Mobile e
della Polizia Scientifica di Benevento, il medico legale, per svolgere le immediate
attività investigative.
Sulla base delle testimonianze rese dalle persone informate sui fatti venivano raccolti
degli elementi dai quali presumere che l’anziano fosse stato abbandonato sulla strada
da qualcuno giunto sul posto a bordo di una vettura. In effetti, dall’estrapolazione
delle registrazioni di una telecamera di sorveglianza installata nei pressi del luogo, la
polizia giudiziaria individuava la presunta autovettura dalla quale il corpo
dell’anziano era stato scaricato. Alle ore 19:31 circa veniva notata un’autovettura
modello utilitaria di colore verde fluo, parcheggiare nelle strisce blu presenti su via
Pacevecchia, il cui conducente rimaneva temporaneamente a bordo della stessa con i
fari spenti; alle ore 19:51 circa l’autovettura vicina a quella suddetta usciva dal
parcheggio consentendo una visione migliore di quanto stava accadendo; in
particolare si notava un soggetto, prendere un qualcosa dalla macchina e adagiarlo a
terra, come a coprire un qualcosa ivi presente. Dopo aver compiuto questo gesto,
chiudeva lo sportello lato passeggero dell’autovettura attenzionata ed il conducente si
allontanava a bordo del veicolo dopo circa venti minuti.
Al fine di individuare l’autovettura sospetta, s’interrogava il sistema Nazionale
Targhe e Transiti, nell’orario compatibile con l’arrivo e la partenza della stessa; in
effetti veniva immortalata l’immagine di un’autovettura Volkswagen modello Lupo di
colore verde fluo, compatibile con quella interessata.
Gli accertamenti in banca dati consentivano di verificare che la vettura VW Lupo
risultava di proprietà di G.P., classe 58’, residente a Grottaminarda (AV); la
successiva ed immediata perquisizione eseguita nel luogo di residenza della donna
consentiva di rinvenire l’autovettura utilizzata per commettere il delitto; inoltre
l’indagata nell’immediatezza forniva delle indicazioni utili all’attività investigativa
ammettendo di aver abbandonato il corpo dell’anziano uomo suo convivente
successivamente identificato per C.R.M., classe 38’.
Accompagnata presso gli Uffici della Squadra Mobile veniva immediatamente
interrogata dal Sostituto Procuratore in presenza del difensore di fiducia e sottoposta
al fermo di indiziato del delitto di cui all’art. 591, III comma del codice penale
(abbandono di persone minori o incapaci seguito da morte), per aver abbandonato
C.R.M., incapace per malattia di mente e di corpo, nonché per vecchiaia, di
provvedere a se stesso, del quale aveva la custodia e la cura in quanto con lei
convivente; in particolare lasciava la vittima all’interno della propria abitazione in
condizioni igieniche precarie, omettendo di nutrirlo e curarlo adeguatamente fino a
cagionargli la morte; inoltre le veniva contestato il reato di cui all’art. 412 e 61 nr. 2
per aver tentato di occultare il cadavere su pubblica via avvolgendolo all’interno di
alcune coperte.
L’autovettura suddetta ed altro materiale utile a fini investigativi veniva sequestrato e
messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Al termine delle formalità di rito su disposizione dell’A.G. procedente veniva
associata alla locale Casa Circondariale in attesa di convalida.
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