Del Basso De Caro: Decreto Dignità, di Di Maio, primi effetti negativi nel Sannio alla Nestlè.

Alla Nestlè di Benevento i contratti di alcuni dipendenti non sono stati più rinnovati, perché avevano tutti raggiunto il nuovo limite posto dal Decreto Dignità.
A denunciarlo il deputato del Pd, Umberto Del Basso De Caro (foto)
“Questi – scrive – sono gli effetti veri del “Decreto disoccupazione” firmato da Di Maio.
Lavoratori lasciati a casa alla faccia della propaganda del governo.
In queste ore, contatterò i vertici dell’azienda affinché tutelino questi dipendenti.
Il decreto Di Maio, almeno dall’idea di chi l’ha inventato, doveva nascere come provvedimento per arginare la precarietà nel nostro Paese, ma sta ottenendo l’effetto contrario.
Le conseguenze erano ampiamente prevedibili e per questo noi del Pd le abbiamo da subito denunciate cercando di porre modifiche sostanziali che salvaguardassero davvero i lavoratori.
Ma non c’è dialogo con chi vuol fare solo propaganda.
Così in queste ore c’è la storia di Antonio e i suoi colleghi, tutti lavoratori stagionali alla Nestlè di Benevento, che sta per diventare l’hub della pizza surgelata della multinazionale.
Un’eccellenza che funziona, tanto che erano stati già annunciate più di 100 assunzioni da qui ai prossimi quattro anni.
Ma per i 20 lavoratori precari da 15 anni, il sogno di un lavoro (seppur a tempo) si spegne.
Dal 14 luglio scorso, infatti, i contratti in somministrazione non sono stati più rinnovati, perché avevano tutti raggiunto il nuovo limite posto dal decreto di urgenza a firma del vicepremier Di Maio.
I nodi, dunque, sono già arrivati al pettine.
Lo sto dicendo da giorni che questo Decreto è un orrore…
Noi del Pd speriamo ancora che il Governo accolga i miglioramenti necessari per evitare vincoli, balzelli e complicazioni che questo “Decreto Di Maio” inserisce.
Oltre a creare disoccupazione, come si è visto, il decreto è, infatti, anche iniquo: per questo il Pd vorrebbe avviare una sperimentazione sul salario minimo.
Per il Governo giallo-verde il tema di un equo compenso, però, non è prioritario.
Per noi l’urgenza è salvaguardare i posti di lavoro messi a rischio dal ministro Di Maio, che sta facendo grande confusione, montando soltanto altra propaganda.
Presenteremo, nelle prossime ore, le nostre proposte, radicalmente alternative”.

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