II° Favola del fratello di FEDRO….

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Ricordate ci eravamo lasciati così :” E il bimbo prima di addormentarsi dice “ mamma potrò sperare in un Regno diverso e a misura d’uomo?” “Si caro – risponde la mamma – “i parassiti un giorno scompariranno, basta na spruzzat e flit”.

…il bimbo ancora una volta prima di addormentarsi chiede alla mamma di raccontargli ancora una bella favola. E così nel prendere un libro di favole l’attenzione cade su Fedro e suo fratello Fieto. La favola inizia così.
Il castello del Principe, è sempre illuminato, sempre affollato di gente, un via vai continuo. Entra di tutto, non più quei nobili di una volta, ma solo folla senza titoli e contenuti. Si banchetta, si ride a schiatta pelle, si fanno strategie per invadere altri territori, aumentare le truppe al seguito del Principe. Tutti i fedelissimi a dare consigli al Principe per come attrezzarsi per invadere i territori ed al Principe “giurano fedeltà” affermando : “saremo sempre al tuo fianco non ti lasceremo mai; moriremo sul campo al tuo fianco; conta su di me, su di noi; la mia vita nelle tue mani” e così via di giù con false parole e profezie. Ricordate il giuramento, ci ritorneremo sulla fedeltà. E giù brindisi in calici preziosi del miglior vino della “corte”, balli e canti per sancire il “patto col Principe”. E nel mentre si brinda e si balla questi personaggi in cerca di autore pensano” se, se, cumme pinse tu! Ma ki te sonne! Ù tiempe che ciapparamme e po’ tù chianne tu! Questo nel mentre giurano fedeltà. Ma quanta di questa Fedeltà avevano già giurato in passato? Ùùù a joasa e con tutti. Tutti felici contenti di aver consolidato il rapporto col Principe. Ma così come nella vita reale anche nelle favole poi arrivano i banchi di prova, di fedeltà. E così una sera nel mentre si discuteva nel Castello col Principe, arriva un fedelissimo tutto affannato, di corsa, con gli occhi fuori e in presenza di tutti e con toni accesi, come da tempo si usa nel Castello cose mai avvenute prima,dice: “Principe, Principe, vogliono attentare alla tua poltrona. Al tuo Regno. Ci vogliono danneggiare.” Ed il Principe di soprassalto si chiede chi osa tanto. Chi si permette di offuscare il mio Regno e il principato? I fedelissimi: “Principe prendiamo le armi e attacchiamo, siamo i più forti, scendiamo a combattere”. Ma il Principe allora chiede “ Ma chi è che si permette di parlare senza il mio ordine? Chi è quest’uomo che ora passerà per le armi?” Il fedelissimo, no Principe, “ mi dicono che sia una donna che capeggia un gruppo di persone che come i frati vanno in giro a ricordare al popolo le tue promesse non mantenute”. E la gente al seguito aumenta sempre di più, tutti iniziano a riflettere, questa fa presa, cosa vogliono? Si chiedono i potenti ( secondo loro ). Solo noi che siamo al Castello possiamo parlare. Questi non possono parlare. Li dobbiamo punire, consigliano al Principe. Ed il Principe impaurito che qualcuno possa raccontare verità, ma che il popolo ha già costato con mano visto che nessun benessere è arrivato dal suo insediamento, oppure che qualcuno voglia attentare al suo Reame elabora una bellissima idea. Ora ci facciamo vedere chi siamo noi! Ora la facciamo marcire nelle patrie galere. Ora la mandiamo fuori dal Regno. SIIIIIIIIIIII tutti in coro i falsi fedeli. Siiiiiiiiiii andiamo a prenderla, chiamiamo le guardie. E così si elabora una strategia da sottoporre al popolo e rendere l’arresto della donna e del suo gruppo più credibile. Il Principe nei giorni successivi incomincia a pensare e lo fa in solitudine e dopo tanto pensare elabora una strategia. E pensa: “ se insieme a me si espongono anche dei Generali che stanno al mio fianco e che mi hanno giurato “fedeltà” ( te ne accuorge nu sai kell ca aspett ) il popolo comprenderà meglio e non dovrà prendersela solo con me se le cose vanno male ma anche con loro. ( ta fatte buone i cunt’ ) e così chiama a se uno dei suoi fedelissimi il Generale Quaglia ( colui che fa i salti della …) gli dice di sostenerlo apertamente nello scontro e di tutta risposta Quaglia gli risponde: “ siiiiiiii. Conta su di me. Sarò al tuo fianco in questa battaglia, fino alla fine. Ringalluzzito il Principe spruzza gioia da tutte le parti ed allora tenta di allargare il seguito e chiama un altro suo fedelissimo. Stessa parlata stesse motivazioni e stesse risposte “ sììììììììììì al tuo fianco o mio Principe. Fino alla morte, conta su di me”. Il Principe racconta tutto ai suoi più strettissimi affermando “ non me lo sarei mai “creso” che questi mi seguivano fino alla morte. Che squadra che tengo. Qua vinco con tutti”. Dopo alcuni giorni il Generale Quaglia chiede audizione al Principe. Nell’incontro emerge tutta la fedeltà del Quaglia che dice “ Principe, sai, farfugliava in modo incomprensibile Quaglia, il mio feudo non vuole, non sono pronti, ci vogliono risorse economiche” ed il Principe: “ ma come mi giuravi fedeltà fino alla morte?” Quaglia” si vabbè, ma che centra, non fa nulla” Il Principe incassa il colpo e saluta. Il Quaglia esce e rimuginando e tra se e se dice “ meeeee lete a loke. Ma chiù u bòò. Kelle è ditte : we ragazzo tu si Generale per caso kille è Principe sempre, e ma vedè kumme e ma perde tutti i nostri tesori per risarcire?” Il Principe tiene però l’altro Generale come riserva per non apparire lui diretto tiranno del gruppo. Dopo poco anche l’altro Generale chiede audizione al Principe. Arriva e dice con voce tremante “ guarda non posso seguirti, i sorde ù tiempe non ce no. Poi la gente sai…” il Principe “ ma come mi avevi giurato fedeltà” e il Generale” va buò nu da rette, lascia stare, per questa volta…ke buò fà…” Il generale anche lui per le scale borbottò “ me vattenne ma ke capitè. Ma famme sta quiete. Se magnamme, sa balle e se rire va bò. Ta kianne tu si ù Principe”.
il Principe affranto, deluso amareggiato, pensa e ripensa il da farsi. Ora si trova da solo in mezzo al guado. Cosa fare? Andare avanti con dure conseguenze anche per lui? O tornare indietro? Alla fine arriva la Principessa che afferma : “ mio amato Principe, che ti dicevo? Questi tuoi Generali non sono buoni manco a portare i pantaloni. Ti hanno lasciato da solo! Fanne tesoro e valuta bene in futuro”. E così il Principe rincuorato dalla parole della Principessa decise” va bene è giusto che si discuta anche nel mio Regno” ma con loro devo fare attenzione. Morale della favola “fattelle ku ki è meglie e te e facce e spese” diceva un antico detto, tu Principe ta vulute fa ki kriature e keste èèèèèèè. Infine Fieto disse al Principe: “ tu Principe sei e Principe resterai. Nessuno potrà mai rinnegarlo. Ma fai attenzione a ki ti accompagni, visto, questi non esitano un istante a buttarti a mare. Almeno tieni lontani dal tuo Castello. E il bambino prima di addormentarsi chiese: “ mamma e i parassiti sono stati uccisi? E la Mamma : aspetta ancora un po’ ennujute accattate u flit” alla prossima….

Ogni riferimento a persone, cose o animali è puramente casuale. Chiunque voglia integrare la favole del Fieto, fratello di Fedro può farlo quando vuole, la proprietà ne lascia ampia facoltà.

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