La Democrazia Partecipata, tra conquiste e normative in materia. Il diritto di libertà di opinione.

Editoriale.

La democrazia partecipata è un processo che prevede il coinvolgimento diretto delle persone nelle decisioni che le riguardano. Non si passa quindi attraverso rappresentanti eletti formalmente.
La democrazia partecipata lavora per creare le condizioni per cui tutti i membri di un corpo politico possano portare contributi significativi ai processi di decisione, concedendo a un numero sempre maggiore di soggetti l’opportunità di partecipare direttamente alle decisioni.
La democrazia partecipata cerca di riunire decisori, organizzazioni della società civile e cittadini per discutere su temi di forte rilevanza pubblica e costruire decisioni maggiormente condivise.
Tra gli elementi distintivi della democrazia partecipata, vi è l’uso del confronto argomentato tra soggetti e l’inclusione, cioè la possibilità dei destinatari potenziali di una certa decisione di essere inclusi nella decisione stessa, e possibilmente in condizione di parità.
La democrazia partecipata ha la capacità di ravvicinare la vita delle istituzioni alle esigenze dei cittadini, ma anche di migliorare l’efficacia della funzione pubblica, la capacità di percezione e risposta della pubblica amministrazione.
La democrazia partecipata è una risorsa per lo sviluppo locale e la coesione sociale e per la vita e l’identità delle comunità.
In tempi non lontani ci si fregiava di questi concetti, si realizzavano vessilli quasi intoccabili, slogan dal sapore “ è un diritto della democrazia vera e dell’Italia”, si gridava. Oggi il concetto di Democrazia Partecipata appare come il male del Secolo. Una sorta di profezia malefica da non nominare. Oggi si può facilmente affermare che ci siamo avviati verso una Democrazia Cancellata, dove il concetto di PADRONE, è ritornato a farsi sentire. Ma dove il desiderio di rilancio di una economia è stato totalmente barattato per una poltroncina di ultima fila in un cinema di provincia.

2) Libertà di opinione, incominciamo a spiegare il significato per i non idonei.
L’ Articolo 21 della Costituzione Italiana.
«Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
La libertà di opinione viene sancita dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo la quale stabilisce che “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”
Anche la Carta fondamentale dei Diritti dell’Unione Europea prevede che ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione includendo in tale diritto anche la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
Nel nostro Ordinamento la libertà di opinione viene sancita dall’art. 21 della Costituzione italiana del 1948, il quale stabilisce che tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione nei limiti del buon costume.
I soggetti titolari del diritto sono “tutti”, cioè sia cittadini che stranieri, sia come singoli che in forma collettiva.

Abbiamo voluto, soprattutto spiegare ai grilli parlanti, che il diritto alla opinione non viene ne rilasciato per benevolenza, ne per diritto elettorale e ne per grazia ricevuta. Ma è un diritto che l’uomo e la donna hanno conquistato con dure battaglie che possono, solo avendo le capacità, essere ritrovate sui social e internet. Quindi, visto che in l’Italia è riconosciuto dalla legge, e non è concessione di alcun essere umano ad altro, noi nel rispetto di tutti, continuiamo a far sentire in modo democratico e rispettoso delle leggi e delle persone, la nostra opinione. Laddove non si condivida la nostra linea, si può attuare sempre il percorso del confronto e del dialogo democratico e mettere finalmente in mostra il proprio bagaglio di conoscenza, idee e proposte per rendere importante e concreto il ruolo a cui si è stati delegati. In che modo? Questo lo leggeremo alla fine

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