La riflessione di Esther Buonanno

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Ancora una volta la dott.ssa Buonanno con  la sua riflessione punta sulla attualità dei temi. Simbolicamente della scrive alla Ministra Azzolina rivolgendo l’appello che la scuola, che riaprirà il 14 Settembre, non dovrà lasciare alcuni indietro. Una analisi profonda e reale da cui davvero non si dovrà prescindere.

Il Direttore

CARA MINISTRA

Nella conferenza stampa del 26 giugno, tenuta dal premier Conte e dalla ministra Azzolina, arriva il tanto sospirato annuncio: “il 14 settembre i nostri ragazzi e le nostre ragazze dovranno tornare in massima sicurezza”, con modalità ancora non del tutto chiare, in aula.
Il Covid e la conseguente Didattica a Distanza hanno evidenziato un Paese in cui l’istruzione viaggia a due velocità. Se in alcuni istituti, già digitalizzati, la DaD è partita senza problemi, in altri il percorso è stato arduo e non privo di ostacoli. Ma la differenza evidente nelle scuole diventa ancora più forte tra gli studenti stessi e così il “nessuno sarà lasciato indietro” della ministra è in molti casi rimasto solo parola.
Non in tutte le case degli italiani c’è la fibra ottica, non in tutte un computer o non uno per ogni figlio e quindi molti si sono dovuti arrangiare con i telefonini. Ci sono stati bambini, ragazzi che hanno avuto il sostegno dei genitori, altri che hanno dovuto affrontare tutto con le loro sole forze e per questo sono stati sicuramente penalizzati nel raggiungimento delle competenze finali. C’è da chiedersi come saranno sanati questi gap a settembre. La soluzione proposta è stata quella di far cominciare il primo quegli studenti che hanno accumulato delle lacune. E in 15 giorni, quasi per magia, riusciranno là dove non sono riusciti in un intero anno accademico.
Anno Domini 2020, risultano ancora attualissime le parole di Don Milani , in
Lettera a una professoressa, in cui sottolinea quanto la peggiore ingiustizia sia quella che fa “le parti uguali fra diseguali”,  e ancora definisce la scuola “ un ospedale che cura i sani e respinge i malati”. Parole degli anni ’60 che ahimè sono quanto mai attuali. E sì cara ministra perché quegli studenti non recupereranno nulla in due settimane, saranno solo frustrati dal dover cominciare la scuola due settimane prima rispetto ai loro colleghi e affronteranno l’anno anche meno convinti. Il mio invito è quello di ripartire proprio da lui, Don Milani, dal suo reale credere nella necessità di non lasciare nessuno indietro , dalla sua idea di porre sempre l’individuo nella persona dell’allievo, al centro dell’insegnamento, soprattutto i ragazzi più in difficoltà portandoli ad una sufficienza reale e non ad una mera promozione politica. Solo un individuo “istruito” potrà essere veramente libero. Libero di farsi un’opinione leggendo un quotidiano, libero di poter scegliere un lavoro il più vicino possibile alle proprie inclinazioni, libero di scegliere consapevolmente in un prossimo futuro i propri governanti.
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