“Opportunismo? Mancanza di coerenza? No, il salto della quaglia è ormai diventata un’arte di cui alcuni politici sono maestri.

Te lo dice…

L’espressione è frequentemente utilizzata nel lessico politico per riferirsi all’atto di quei politici che, in modo improvviso, cambiano partito, in genere per interessi puramente personali, senza far troppo caso alla diversità, talvolta anche notevole, di idee politiche; a essi ci si riferisce spesso con il termine dispregiativo “voltagabbana”. Un grande uomo a cui si rifà non solo la politica ma anche il variegato mondo della società civile una volta ebbe a dire “Non esiste una moralità pubblica e una moralità privata. La moralità è una sola, perbacco, e vale per tutte le manifestazioni della vita. E chi approfitta della politica per guadagnare poltrone o prebende non è un politico. È un affarista, un disonesto”.(Sandro Pertini) Da esperto e colto uomo aveva ben intuito l’andazzo di chi si barcamena nel campo della politica per avere benefici e privilegi. Da tutti, quelli non contaminati, che non hanno avuto trascorsi anche momentanei con il “barraccone” della politica, ti invitano a starne fuori, a stare lontano da quel mondo così diverso, così strano dove tutto è il contrario di tutto, dove le regole esistono e non esistono, dove puoi ma non puoi. Insomma un vero rompicapo dove per trovare le giuste risposte puoi farlo solo affidandoti alle letture dei grandi Uomini, vedi Pertini, Moro, Alcide De Gasperi ecc… Da qualche anno i valori fondanti della società e della politica sono stati completamente stravolti, cancellati azzerati da quel codice di comportamento che prima si rifletteva in ognuno di noi. Pessimi esempi ce ne sono tanti da raccontare. Il pendolarismo politico negli ultimi anni si è accentuano, i cambi di casacca avvengono con una facilità disarmante, con una disinvoltura che soddisfa solo l’ego personale, senza minimante pensare al bene comune, concetto abusato e strapazzato come le uova, nei momenti pre elezioni. Un anno fa accadeva con il movimento 5 stelle, che oggi non ha più nulla di movimento, consolidatosi oramai come un partito di esperti naviganti. Tutti si sono catapultati sul carro dei grillini, motivando il passaggio con la solita tiritera del Honestà, del Cambiamento, del Rinnovamento, in cui nessuno ci aveva creduto, solo l’occupazione di uno spazio politico nella speranza di ritrovarsi su una poltrona senza manco saperlo. E così è stato. Transfughi provenienti da destra, sinistra, centro si sono ritrovati con incarichi di vario tipo, dovuti tutti al voto elettorale che ha invaso il movimento. Con l’unica conseguenza che oggi la nazione è in recessione, che nelle amministrazioni il ruolo è del tutto inesistente, bravi solo a manovrare come esperti politici il consumato e abusato “manuale Cencelli” anche nel campo delle nomine degli scrutatori per le elezioni europee del prossimo 26 Maggio. Altro che uno vale uno. E così oggi, si sta ripetendo lo stesso copione di transfughi che” scappano” da ogni dove politico per approdare da Salvini. Le speranze, sempre le stesse. La poltrona, l’incarico, la possibilità di essere nominati in qualche ente oppure di entrare a far parte di consigli o addirittura al Parlamento. Una sorta di isola felice rappresenta il nordista Salvini che pur in passato inveiva contro i meridionali richiamando sia l’Etna che il Vesuvio a fare il proprio dovere. Ed oggi incurante di quelle frasi, incitamenti vergognosi gira per il Sud e trova anche disponibilità. Oggi, sul quel carro stanno salendo tutti, incuranti delle proprie appartenenze ed origini, ma chi se ne frega, oltretutto gli scopi sono gli stessi a Salvini aumentare il peso dei consensi elettorali chi se ne frega da dove vengono, gli aspiranti leghisti proni e pronti a tutto affichè si realizzi il sogno. Questi fenomeni durano pochissimo, anche i 5 stelle dovevano invadere il pianeta ed oggi stanno rientrando nel solco dell’anonimato. Quando al centro e al Sud si renderanno conto del bluff della Lega, saranno costretti anche loro a rientrare nell’alveo della Padania e ritornare a gridare “Roma Ladrona “, rivendicando autonomia e federalismo. Ai seguaci, non resterà che attendere un nuovo movimento politico.

…Dari

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