Scuole chiuse a Benevento. Mastella e la sindrome di EOLO…

La Protezione Civile ha emanato un comunicato stampa dove si annunciava “un’allerta meteo per vento forte e mare agitato a partire dalle 20 di questa sera e fino alle 8 di giovedì mattina sull’intero territorio regionale”. Il Sindaco Mastella, molto sensibile e previdente a tutto ciò che comunica la Protezione Civile, emette una ordinanza dove decide che “Scuole chiuse a Benevento a causa del maltempo per domani 27 marzo”. Il comunicato della Protezione avvisava che tra i fenomeno rilevanti “Venti forti nord-orientali, con locali raffiche. Mare agitato al largo e lungo le coste esposte, con possibili mareggiate”. Per onor di informazione alla decisione di Mastella si associava anche il conservatorio di Benevento a firma del direttore Ilario.
Orbene, detto ciò, alcune considerazioni è giusto farle. La chiusura delle scuole fa felice solo gli alunni che possono restare nel letto a dormire. Crea disagi alle famiglie che all’ultimo istante devono provvedere ad “alloggiare “ i propri figli tra nonni e parenti. Crea danni economici a tutte quelle attività che ruotano intorno alle scuole e che vedono i già poveri incassi giornalieri impoverirsi a tal punto da non aprire la cassa. Ci chiediamo cosa succederebbe a Trieste con un’amministrazione come quella nostra, in una città nota per il forte vento? In materia di ordinanza il Sindaco è quasi più veloce dell’arrivo dell’allerta stessa. Alle ore 10.00 in cui scriviamo questo documento la situazione è del tutto normale. Oltre alle scuole l’ordinanza prevede la chiusura del Cimitero, Villa Comunale e spazi comunali. Un’amministrazione con la sindrome della chiusura. Quando si tratta di chiudere ponti, scuole, strade, rioni interi scatta una sorta di “delirio amministrativo” dove tutti i nostri amministratori sono contenti. E meno male che non abbiamo il mare a Benevento. Perché come afferma il comunicato della Protezione “Mare agitato al largo e lungo le coste esposte, con possibili mareggiate” ci saremmo dovuti aspettare una ordinanza ancora più restrittiva della serie non uscite di casa. Ed infine anche il Conservatorio condizionato dalla ordinanza del Comune decide di chiudere la struttura. Forse per non perdere qualche piffero nella bufera? O cosa altro? Un umile suggerimento vogliamo dare a chi amministra, la prossima volta prima di emanare ordinanze di chiusura, visto che non firmate ancora la convenzione dello stadio consultate la IVPC di Vigorito, li si che di vento se ne intendono.

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