Stati Generali dell’Infanzia ed Adolescenza. Importante iniziativa promossa dal Garante Regionale, Scialla

5 focus sul mondo dell’Infanzia e dell’Adolescenza, in occasione dei 30 anni della Convenzione ONU di New York del 1989 sui Diritti del Fanciullo ratificata in Italia e da altri 196 Paesi al mondo. Ma soprattutto, l’occasione colta da Giuseppe Scialla, Garante dell’Infanzia ed Adolescenza della Regione Campania che, nella Sala Nassirya della Regione stessa, ha organizzato una due giorni, convocando gli Stati Generali dell’Infanzia ed Adolescenza con la partecipazione di tutti i garanti italiani e la Garante Nazionale, Filomena Albano. All’attenzione punti importantissimi di discussione e riflessione. A partire dal fatto che dopo 30 anni, per il fanciullo vi sono e vi devono essere nuovi diritti e nuove forme di tutela, che non esistevano 30 anni, in un mondo, divenuto oggi, digitalizzato e globalizzato. Si pensi ad esempio al
cyberbullismo. Diritti nuovi che vanno individuati soprattutto con l’ascolto. Si tratta, dunque, di “diritti in crescita”, che rimandano all’importanza del ruolo delle istituzioni, del terzo settore, soprattutto nei territori. Ascolto che non sia solo del bambino e ragazzo, ma di tutto ciò che opera con essi ed intorno ad essi. “Il diritto, finchè nessuno lo calpesta, rimane invisibile”, diceva Calamandrei, da qui l’importanza della sua emersione. Da qui l’importanza del confronto e dell’iniziativa targata Scialla. Da qui, ancora, l’importanza della cultura della conoscenza e
dell’informazione e del ruolo delle Pari Opportunità. E la denuncia emersa è quella di
un Paese che dedica troppe poche risorse alle famiglie ed ai minori. Mentre aumentano, in maniera esponenziale, reati come pedofilia, pedo pornografia, sfruttamento sessuale di minori, dispersione scolastica ecc. In questa ottica, assumono rilevante importanza le banche dati, materia per cui necessita una Legge Quadro per il suo riordino. Ma, molto bisogna investire anche sulla scuola, dove si è ancora molto lontani dagli obiettivi europei. Se si pensa che in Campania 1 scuola su 2 non ha agibilità, mentre dovrebbe essere luogo di accoglienza e sicurezza per il minore. L’unico conforto degli ultimi tempi è venuto dal premier Conte che ha
parlato di governo dei “nidi”. Un contesto che pensa ai bambini, pensa al futuro della
comunità. Da qui, nei territori, l’importanza di politiche sociali ad hoc. Cioè passare dal momento descrittivo a quello operativo, soprattutto al sud, dove esiste un divario con il nord, di ben 15 anni. Politiche sociali che mettano al centro la famiglia, i genitori e sostituiscano, in alcuni contesti, il welfare della camorra e della mafia, con quello dello Stato e quindi delle istituzioni territoriali. Contrastare, Condividere, Curare. Purtroppo il destino di un bambino/ragazzo, dipende dal CAP.
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